La Nuova Sardegna

Oristano

Processo per direttissima a Oristano

Ruba la corrente elettrica dalla casa dell’ex direttore del carcere, arrestato a Torregrande

di Enrico Carta

	Contatori della corrente elettrica
Contatori della corrente elettrica

Fermato in flagranza il 41enne Fabrizio Manis, vicino di casa di Pierluigi Farci che guidava la casa di reclusione di Massama sino al 2022. Aveva realizzato un ponte per convogliare l’energia nell’abitazione in cui dimora

30 novembre 2023
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Oristano Qualche anno fa i problemi giudiziari erano legati alla ricettazione di materiale rubato. Qualche mese fa, a marzo per l’esattezza, aveva tentato di disfarsi di un chilo di marijuana gettandolo dalla finestra, mentre le forze dell’ordine erano arrivate nella casa dove alloggia a Torregrande per effettuare una perquisizione ed era stato arrestato in flagranza di reato. Ieri, mercoledì 29 novembre, il 41enne Fabrizio Manis ha fatto un poco invidiabile bis con un nuovo arresto in flagranza per un furto particolare, perché stava rubando la corrente elettrica dalla casa del vicino, ovvero l’ex direttore del carcere di Massama Pierluigi Farci.

Quest’ultimo aveva già fatto delle denunce nei confronti di Fabrizio Manis dopo essersi accorto di avere problemi con l’elettricità nella sua casa di Torregrande. Il ripetuto malfunzionamento dell’impianto aveva infatti fatto sospettare che ci potessero essere dei problemi e si era poi scoperto che a generarli erano degli allacci abusivi realizzati proprio dal suo vicino di casa. Mercoledì, di fronte all’ennesimo guasto e probabilmente stanco anche di aspettare che le varie denunce facessero il loro corso, ha chiesto direttamente l’intervento delle forze dell’ordine per verificare se qualcuno stesse compiendo dei furti di energia elettrica. E quel qualcuno era proprio il sospettato numero uno che, stavolta, non ha avuto dalla sua la possibilità di attendere l’iter delle varie querele: è stato infatti arrestato in flagranza. Secondo i primi accertamenti, aveva realizzato una sorta di ponte col quale riusciva a convogliare la corrente elettrica dalla casa del vicino a quella in cui dimora, evitando quindi di consumare la propria energia elettrica.

Così oggi, giovedì 30 novembre, Fabrizio Manis è finito a processo per direttissima di fronte al giudice Marco Mascia, accusato di furto dal pubblico ministero Andrea Chelo. Una volta convalidato l’arresto, l’avvocato difensore Fabio Costa ha chiesto i termini a difesa per valutare meglio la strategia processuale da scegliere. È stato quindi deciso un rinvio al prossimo 11 dicembre, udienza durante la quale dovrebbe concludersi la direttissima.

Intanto però è stata inasprita la misura cautelare nei confronti dell’imputato, il quale aveva già l’obbligo di dimora nel Comune di Oristano col divieto di uscire di casa tra le 22 e le 6 del mattino per il recente processo che l’aveva visto protagonista. Quel provvedimento restrittivo era legato a un episodio di marzo 2023, quando le forze dell’ordine erano arrivate nella casa in cui dimora per cercare della refurtiva in un’indagine per ricettazione. Proprio mentre eseguivano la perquisizione, aveva gettato dalla finestra una busta, gesto che non era passato inosservato a uno degli inquirenti che aveva così recuperato quel sacchetto. All’interno c’era un chilo di marijuana, motivo per cui era scattato anche in quell’occasione l’arresto in flagranza.

Processato poi con rito abbreviato, era stato condannato a due anni, nove mesi e dieci giorni, che non sono stati ancora scontati perché la pena era stata convertita in lavori di pubblica utilità da svolgere in una comunità. Il percorso riabilitativo non era stato ancora definito, ma ora si aggiunge questo nuovo guaio giudiziario che, se non verrà risolto, rischia di far finire in carcere il 41enne che, per il momento, andrà ai domiciliari.

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