La Nuova Sardegna

Oristano

Appropriazione indebita e non peculato

Gal, sentenza ribaltata in Appello

di Enrico Carta

	Antonello Solinas in un incontro dodici anni fa quando era presidente del Gal Terre Shardana
Antonello Solinas in un incontro dodici anni fa quando era presidente del Gal Terre Shardana

Da nove a due anni per l’ex presidente Antonio Solinas, agli altri imputati assolti

16 febbraio 2024
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Oristano Non era peculato, ma appropriazione indebita e questo cambia completamente lo scenario per il processo nato in seguito all’inchiesta sulle “spese allegre” del Gal Terre Shardana. In Corte d’appello a Cagliari, al processo di secondo grado, la nuova qualificazione del reato si porta appresso una serie di conseguenze: la prima è che Antonello Solinas (difeso dall’avvocato Pierluigi Concas), ex presidente del Gruppo di Azione Locale, dovrà scontare appena due anni, godendo della sospensione condizionale della pena, in luogo dei nove anni e due mesi che gli erano stati inflitti in primo grado.

La seconda conseguenza è figlia dell’effetto domino conseguente sempre alla nuova configurazione del reato: gli altri tre imputati condannati in primo grado sono tutti assolti. Erano infatti, a loro volta, accusati di peculato in concorso, ma essendo venuta meno questa contestazione sarebbero dovuti essere giudicati alla luce del nuovo capo di imputazione. L’appropriazione indebita però richiede una querela per essere perseguita penalmente e la querela va fatta entro un determinato periodo di tempo che è abbondantemente trascorso. Non sarebbe stata quindi più presentabile. Sono tecnicismi giuridici, ma la sostanza è una sola: assoluzione per Monica Deias (difesa dall’avvocato Massimo Ledda), condannata in primo grado a tre anni e sei mesi. La moglie di Antonello Solinas era accusata di aver contribuito agli ammanchi a cinque zeri dalle casse del Gal, che ha usufruito per alcuni aspetti anche della prescrizione. L’assoluzione è arrivata poi per Maurizio Cucchiara (difeso dall’avvocata Debora Urru), ex responsabile finanziario della società, condannato in primo grado a tre anni e due mesi. Ed infine è toccata anche a Valentino Brunzu (difeso dagli avvocati Riccardo Crovi e Katia Ledda), condannato in primo grado a tre anni e un mese, per il suo ruolo svolto nella vicenda in qualità di consulente esterno del Gal Terre Shardana.

Queste assoluzioni si aggiungono a quella ottenuta già in primo grado da Tiziana Tirelli, consulente di marketing ed internazionalizzazione che per il Gal aveva organizzato una serie di progetti che chi indagava valutò che non si fossero svolti. Invece erano stati regolarmente effettuati. La parte finale della vita della società era stata alquanto agitata, anche se l’inchiesta era partita quasi in sordina, quando alcune dipendenti – una di loro si è costituita parte civile al processo penale assistita dall’avvocatessa Romina Marongiu – fecero causa di lavoro. Poi ci fu una denuncia per violenza privata contro i metodi bruschi che Solinas avrebbe usato verso la dipendente per imporle una strada da seguire nella rendicontazione e nelle richieste di rimborso da inoltrare alla Regione. A quel punto però il giocattolo che aveva ottenuto 450mila euro di finanziamenti pubblici si ruppe.

Il Gal, di cui Antonello Solinas era stato presidente dal 2007, arrivò al fallimento una dozzina di anni fa, travolto dallo stop a qualsiasi erogazione pubblica. L’inchiesta aveva bloccato l’arrivo di ulteriori fondi e così l’attività non era potuta più andare avanti. Si era arrivati al processo di primo grado con una novantina di capi di imputazione che chiamavano in causa l’ex presidente, ma, col passare del tempo la stragrande maggioranza di questi si era prescritta. Al processo d’appello ne è rimasto in piedi uno solo, il più recente, per un’appropriazione di 1.286 euro. Valgono due anni di pena, certo molti meno rispetto ai nove e passa da cui si era partiti.

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