La Nuova Sardegna

Oristano

L’intervento della Squadra mobile

Arresto in flagranza differita a Oristano, è uno dei primi casi in Italia

di Enrico Carta

	. Una volante della Polizia
. Una volante della Polizia

Applicata una delle nuove norme per limitare i fenomeni sulla violenza di genere. Dopo aver seguito la sua ex ragazza, era riuscito a entrare nella sua casa e ad aggredirla. Tra le accuse ora c’è anche quella di violenza sessuale

07 marzo 2024
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Oristano Lei rientrava a casa. Era ancora in giardino, quando il suo ex, che aveva il divieto di avvicinarsi alla fidanzatina di qualche mese fa, ha forzato il cancelletto.

Mentre lei scappava e cercava di rifugiarsi all’interno dell’abitazione, lui è riuscito a mettere il piede e impedire che la porta si chiudesse. Poi sono stati momenti drammatici con un’aggressione fisica interrotta dal fatto che il ragazzo avesse intuito che i parenti della giovane, i quali abitano accanto, avevano sentito le urla e intuito che qualcosa di brutto stesse accadendo.

Quando sono arrivati gli agenti della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu, l’aggressore era già scappato. Qualche mese fa un episodio del genere avrebbe inizialmente generato solo una denuncia, ma dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin la legge è cambiata ed è scattato, per la prima volta a Oristano, l’arresto in flagranza differita.

È stato possibile perché la vittima è riuscita prontamente a scattare delle fotografie che ritraevano il suo ex davanti alla sua casa lasciando così pochi dubbi sul fatto che avesse violato la misura che già da novembre gli impediva di avvicinarsi a lei e di uscire dal Comune vicino a Oristano nel quale risiede.

Ci sono così volute appena quattro ore, durante le quali svolgere ulteriori verifiche anche con le telecamere della videosorveglianza cittadina, perché il giovane fosse rintracciato, portato in questura e quindi in carcere, dove dovrà rimanere ancora perché la custodia cautelare è stata confermata già al termine dell’udienza di convalida che si è svolta nei giorni successivi al fermo. È l’epilogo di una vicenda iniziata diversi mesi fa con la relazione avviata tra due giovani poco più che maggiorenni – non indichiamo i nomi per tutelare la vittima, come prevedono le norme deontologiche, anche perché il caso non si limita ai reati contestati dopo l’arresto in flagranza differita che sono quelli di maltrattamenti, atti persecutori e di violazione delle misure cautelari –. La fiducia che una delle operatrici della polizia è riuscita a infondere nella ragazza, dopo che questa è stata soccorsa in seguito all’ultima aggressione, ha portato la vittima ad aprirsi ulteriormente e raccontare anche episodi che sinora non erano stati rivelati nella prima denuncia.

È per questo motivo che il ragazzo è alle prese con un ulteriore e non certo leggero guaio giudiziario. Durante il periodo in cui i due erano fidanzati, avrebbe preteso di avere dei rapporti sessuali ai quali la ragazza non sarebbe riuscita a sottrarsi nonostante cercasse di esprimere il proprio diniego.

Quello descritta alla poliziotta non era una storia d’amore alla pari: ci sarebbe invece stato un dominio, aiutato dalla differenza fisica e dall’aggressività, da parte del ragazzo. È per questo che, anche nei momenti in cui la giovane non era accondiscendente, era comunque costretta ad avere rapporti. Su questo aspetto, una volta raccolta la denuncia, sono state avviate le indagini che, qualora dovessero trovare riscontri alle accuse, aggraverebbero ulteriormente la posizione dell’arrestato.

A proposito di problemi, ne ha uno ulteriore. Indipendentemente dalla magistratura, il questore ha proceduto e ha emesso un provvedimento di ammonimento per violenza domestica, misura che serve per garantire ulteriori e rapide tutele alle vittime di questo tipo di reati.

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