La Nuova Sardegna

Oristano

Il progetto

Agrivoltaico a Mogoro, un progetto presentato dal Regno di Norvegia

di Michela Cuccu

	Immagine simbolo di agrivoltaico e allevamento di prossimità
Immagine simbolo di agrivoltaico e allevamento di prossimità

Occuperebbe 98 ettari. Il sindaco: «Ne discuteremo in Consiglio»

23 aprile 2024
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Mogoro Pecore ed energia solare: è il progetto “Mogoro Agrisolare” che SKI 40 s.r.l. – società del gruppo Statkraft, (società tra i maggiori produttori di energia rinnovabile in Europa e di proprietà della Stato norvegese), vorrebbe realizzare nelle campagne di Mogoro. Nei giorni scorsi l’azienda ha comunicato al Comune di aver presentato, il 22 dicembre scorso, al ministero della Transizione ecologica, istanza per l’avvio del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto per un impianto della potenza di picco di 65 megawatt più batterie nel Comune di Mogoro, e per le relative opere di connessione alla rete di trasmissione nazionale, nei comuni di Gonnostramatza, Collinas, Lunamatrona e Sanluri.

Se lo Stato rilascerà le autorizzazioni necessarie, in località Perdiana, un’area agricola a sud dell’abitato di Mogoro, prevede l’installazione di 92.820 moduli in silicio monocristallino, che saranno posizionati a terra. Pannelli con una superficie captante di circa 28 ettari, o, come meglio specifica il progetto, 288. 670,2 metri quadrati. L’impianto avrà una potenza di picco, cioè la massima teorica, di 65 megawatt, occuperà complessivamente (comprese le opere accessorie) poco meno di 90 ettari e sarà complementato con un sistema di accumulo energetico situato nel territorio comunale di Furtei, a circa 22 chilometri di distanza dall’impianto.

Il progetto “Mogoro Agrisolare”, non si limiterà alla produzione di energia dal sole. Sarà infatti, come promette Statkraft «un impianto agrivoltaico in quanto “adotta soluzioni volte a preservare la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale sul sito di installazione». In pratica un’evoluzione in chiave energetica dell’azienda agrozootecnica già presente. Scrive infatti la società: «Si focalizza su un’ottica di continuità dell’attuale attività agricola e zootecnica, in particolare sull’allevamento di ovini da latte e sulla coltivazione di specie foraggere, che rappresentano ancora oggi le attività principali del territorio», si legge. Nella relazione si parla di «un’azienda zootecnica che già gestisce un gregge di 300 ovini da latte e che, con questa soluzione agrivoltaica, potrà gestirne fino a 400». Nei piani oltre all’allevamento di ovini da latte, è prevista la realizzazione di coperture con manto erboso, colture da foraggio, colture e aromatiche officinali, colture arboree intensive (nella fascia perimetrale) e cereali e leguminose da granella. C’è però da chiedersi se le garanzie contenute nella relazione saranno sufficienti a convincere le popolazioni locali che ospiteranno l’impianto sul proprio territorio. Qualche domanda sicuramente gli amministratori comunali di Mogoro se la devono essere posta. Lo stesso sindaco, Donato Cau, che pur mettendo le mani avanti dice : «Non è questa la fase per esprimere giudizi di sorta e comunque, si tratta di progetti che hanno già avuto parere favorevole dal Ministero», conferma la volontà di portare la questione in Consiglio comunale e spiega che questo non sarebbe l'unico progetto ma che un altro, di più piccole dimensioni, dovrebbe essere presto sottoposto alla Via. «Trattandosi di questioni che riguardano l’intera popolazione, vogliamo discuterne coinvolgendo la minoranza – dice – lLa maggioranza porterà la sua posizione, sentiremo il parere anche dell’opposizione».

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