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Dalla palestra dell’opposizione alla maggioranza: Alessandro Solinas e la partita della sanità a Oristano

di Enrico Carta
Dalla palestra dell’opposizione alla maggioranza: Alessandro Solinas e la partita della sanità a Oristano

Le interviste ai consiglieri regionali eletti in provincia. Esponente del Movimento 5 Stelle elenca gli obiettivi da portare a termine nei cinque anni di legislatura

26 aprile 2024
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Oristano È il più giovane della truppa dei sette rappresentanti provinciali con i suoi 36 anni, ma cinque li ha già trascorsi in Consiglio, primo oristanese a occupare un seggio in Regione per il Movimento 5 Stelle. Alessandro Solinas ha calato il bis alle scorse elezioni di febbraio quasi raddoppiando il risultato del 2019, portando a casa un bottino di 1.680 voti. «È figlio del grande lavoro fatto sul territorio durante lo scorso mandato. A questo va aggiunto il valore del progetto politico che ha portato Alessandra Todde alla presidenza», esordisce ben consapevole che il compito che lo attende, assieme al resto del consiglio regionale, non è dei più semplici. Non rinuncia così a una stoccata alla giunta uscente: «Ereditiamo una situazione non ottimale su tanti aspetti e poi, focalizzandoci sulla nostra provincia, c’è da dire che il territorio è stato a lungo trascurato». Non fa però un dramma del fatto che nessun oristanese abbia un ruolo nell’esecutivo: «La vera forza non risiede nei rappresentanti in giunta, ma nel lavoro di squadra che i consiglieri sapranno svolgere.

I presupposti per fare bene ci sono tutti». La rielezione porta in eredità ad Alessandro Solinas un cambio di prospettiva perché durante la precedente legislatura aveva fatto parte della minoranza, mentre ora, col Campo largo vincente, si ritrova in maggioranza. «I cinque anni precedenti sono stati una palestra, specialmente nel lavoro svolto nelle tre commissioni di cui ero componente. Seppure dall’opposizione, il lavoro per il territorio l’abbiamo svolto al massimo delle nostre possibilità», tanto che uno dei cavalli di battaglia della sua prima esperienza ritorna per primo nei discorsi sulle cose da fare. «La sanità – prosegue deciso –, è questo il primo problema da affrontare. Mancano medici di base, mancano pediatri, serve una migliore organizzazione sul territorio ed è per questo che abbiamo già avuto i primi colloqui con il nuovo assessore al quale abbiamo indicato che serve una valutazione immediata della distribuzione dei servizi. La ricetta per salvare la sanità è premiare il merito e attrarre professionisti, garantendo crescita professionale e incentivi, laddove dovessero servire, per evitare che le presenze dei medici si polarizzino esclusivamente sui grandi centri come Cagliari e Sassari».

Spesso punto di riferimento della protesta portata avanti dai comitati in favore della sanità pubblica, Alessandro Solinas non muterà il suo atteggiamento: «Resta fondamentale ascoltare la voce di chi lavora in ambito sanitario e di chi della sanità usufruisce in quanto paziente. Le esigenze che vengono rappresentate dai comitati e dai singoli cittadini non devono essere intese come disturbi dell’azione amministrativa o come proteste fini a se stesse. Sono esigenze che ci vengono rappresentate e noi dobbiamo prestare il massimo ascolto a chi manifesta un problema». A proposito di problemi, accanto a quello della sanità, ci sono gli altri endemici della viabilità e dei trasporti. «Sono aspetti fondamentali che hanno bisogno della massima attenzione, perché, se risolti, sono prodromici anche allo sviluppo di altri settori e limitano gli effetti negativi dello spopolamento. Il turismo è un grande potenziale inespresso che ha bisogno di trasporti e collegamenti interni efficienti. Va studiato un piano generale che coinvolga l’intera provincia».

Sono temi sotto gli occhi di tutti, ma «La vera impresa è migliorare – va avanti il consigliere 5 Stelle –. Per questo penso che sia indispensabile che si arrivi a compiere quel lavoro di squadra che spesso è mancato ed è necessario anche al di fuori degli ambienti politici regionali. Faccio riferimento, ad esempio, alla forza del nostro patrimonio culturale che ha bisogno di sinergie e di essere presentato come prodotto turistico unico. Al di là dei singoli aspetti, ribadisco che serve un lavoro condiviso da parte dei consiglieri, anche se proveniamo da zone diverse della provincia. È l’unico modo per ottenere risultati positivi». Da cittadino del capoluogo, Alessandro Solinas non manca di dare più di uno sguardo all’attività dell’amministrazione comunale di Oristano: «Regione e Comune sono guidate da coalizioni di diverso colore politico, ma è indispensabile che si confrontino. Sarebbe però auspicabile che in Comune, più che di alchimie magiche tra gruppi e di spartizioni di potere, si discutesse dei temi. Sono sincero, in questi primi due anni di amministrazione Sanna non ho scorto un’idea chiara di sviluppo». Magari proprio con la sponda da Cagliari la prospettiva per la città potrebbe cambiare.

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