La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Il padre invalido muore a Cabras, l’indennità Inps in ritardo di diciassette mesi

di Michela Cuccu

	La sede dell'Inps a Oristano
La sede dell'Inps a Oristano

Il figlio Livio Vacca racconta l’odissea non ancora conclusa per vedere riconosciuti i benefici previsti dalla legge 104

09 maggio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Cabras «Mio padre era costretto in un letto. Non poteva più muoversi. È morto aspettando la visita per il riconoscimento dell’invalidità civile. Visita che non c’è mai stata». È tristissimo il racconto di Livio Vacca, 65 anni, di Cabras. La storia purtroppo è simile a quella di tante persone che muoiono senza veder riconosciuti i propri diritti. Il signor Saverio Vacca aveva 88 anni quando è spirato dopo una lunga malattia. Era il 18 settembre 2022, e lui non poteva più muoversi e soffriva di forti dolori provocati da una serie di fratture alla colonna vertebrale, risultato di una vita a faticare nei campi. È ancora il figlio a raccontare: « Dieci mesi prima del suo decesso, avevamo presentato istanza all'INPS per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 104, l’invalidità civile e l’assegno di accompagnamento». Come previsto in questi casi, il signor Vacca avrebbe dovuto effettuare la visita medica di accertamento presso la Commissione medico legale integrata da un medico dell’Inps. «Nessuno ha visitato mio padre dopo la presentazione della domanda che avevamo fatto attraverso il Patronato. Mio padre è morto senza che gli venisse attribuito ciò che avevamo richiesto».

In questi casi la norma prevede che gli eredi possano richiedere l’accertamento post mortem che avviene sulla base di documentazione sanitaria relativa alla persona scomparsa. La Commissione cioè dovrebbe valutare sulla base della documentazione clinica del defunto e, se riconosciuta l’invalidità, pensioni, assegni o indennità, vadano agli eredi (in questo caso, alla vedova e ai figli) i ratei delle provvidenze economiche dal mese successivo alla domanda al momento del decesso. È quanto hanno fatto i familiari di Saverio Vacca che, a ottobre 2022, presentano l'istanza all'Inps. A distanza di oltre un anno e mezzo, però, tutto tace. Vero è che nell’ultimo anno, è diventato difficilissimo reperire medici che accettino di far parte delle Commissioni di invalidità. Di conseguenza, ci sono migliaia di pratiche ancora inevase. Dice Livio Vacca: « Considerato che non vi è più necessità di alcuna visita né di convocazione di Commissione, non capiamo il motivo per cui, valutata la documentazione allegata all'istanza, l'Inps non abbia più fatto nessun tipo di comunicazione. Il patronato, su mia richiesta, ha fatto delle verifiche e già da tempo, mi ha riferito che la pratica era già stata definita dall'Inps. L'unico problema è che basterebbe inviare il pagamento di quanto dovuto. Ma quel pagamento, ancora non c’è. Eppure abbiamo trasmesso Iban e tutto il resto». Livio Vacca protesta: « Quelle indennità spettano a mia madre. Mio padre ha lavorato tutta la vita e versato i contributi all’Inps. Quando ha avuto necessità, da parte dell’Inps non ha avuto risposte come non ne abbiamo ricevute noi – dice –. Mi pare strano che per una sola firma , quella che dovrebbe autorizzare gli accrediti, si debba attendere così tanto».

In Primo Piano
Emergenza

Siccità, nuove restrizioni. Ambrogio Guiso: «Un massacro per le campagne»

di Salvatore Santoni
Le nostre iniziative