La Nuova Sardegna

Oristano

La storia

Una lapide nel cimitero di Terralba per le due sorelle morte sotto le bombe

di Michela Cuccu

	Le sorelle Maria ed Elisa Casu
Le sorelle Maria ed Elisa Casu

Le giovani Elisa e Maria Casu perirono a Cagliari durante un bombardamento della Seconda guerra mondiale. La tragedia avvenne la notte tra il 7 e l’8 giugno 1942. Ora la loro cittadina di origine le vuole commemorare

23 maggio 2024
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Terralba Avranno una lapide commemorativa nel cimitero del paese, Elisa e Maria Casu, le due sorelle di Terralba morte giovanissime durante i bombardamenti su Cagliari della Seconda guerra mondiale, una delle tante pagine tristi generate dal conflitto scatenato nel 1939. Il Comune, attraverso una delibera della giunta, ha infatti accolto la richiesta presentata alla fine di marzo di quest’anno da una nipote delle sfortunate sorelle. La lapide troverà spazio sulla stessa parete del cimitero dove sono state posate le lapidi in memoria di altre vittime del tragico conflitto, quella del soldato Egidio Cuccu e del carabiniere Egidio Loi, entrambi dispersi.

Elisa e Maria Casu sono, invece, le prime tra altri civili terralbesi morti a causa degli eventi di quella guerra che causò milioni di morti. Le due sorelle avevano appena 20 e 22 anni, la notte tra il 7 e l’8 giugno 1942, quando, un ordigno sganciato da un bombardiere dell’aeronautica militare britannica distrusse il palazzo sul Largo Carlo Felice dove le due giovani lavoravano al servizio di una famiglia del capoluogo. Provenienti da una famiglia modesta, le due giovani avevano trovato lavoro come cameriere presso la casata dei Brotzu di Cagliari, i cui componenti perdettero a loro volta la vita sotto il bombardamento. «Il palazzo non venne mai più ricostruito», come racconta Gesuino Loi, avvocato con la passione per la piccola grande storia del suo paese e dei suoi abitanti. La residenza centrata in pieno dalla bomba, crollò senza che nessuno degli abitanti avesse avuto il tempo di uscire per mettersi in salvo. Per giorni si scavò sotto le macerie e, quando furono ritrovate, le due sorelle erano abbracciate dentro una nicchia nella quale forse avevano cercato riparo e che, invece, si trasformò in una trappola mortale.

«Elisa e Maria Casu furono davvero molto sfortunate – racconta infatti Gesuino Loi –. Il medico accertò che la morte delle ragazze non era stata provocata dalle ferite e dai traumi dovuti al crollo dell’edificio, ma da asfissia». Gesuino Loi che ha già raccontato anni fa la tragedia delle sorelle Casu sulle pagine della rivista Terralba ieri & oggi, dalla quale abbiamo ricavato la foto che pubblichiamo, spiega che Elisa e Maria vennero tumulate nel cimitero cagliaritano di San Michele, lo stesso dove riposano anche i componenti della sfortunata famiglia presso la quale lavoravano. «Apprendere della tragica fine delle due figlie fu un trauma sicuramente enorme per i genitori – racconta ancora Loi –. In quei giorni la famiglia era in fibrillazione perché Santina, una delle sorelle, erano infatti cinque figlie femmine, stava per sposarsi. Tutti insomma erano impegnati nell’organizzazione delle nozze, quando giunse la tremenda notizia. Il lutto non causò il rinvio del matrimonio, ma in segno di rispetto delle figlie scomparse, il padre non permise a Santina di uscire di casa per andare a sposarsi. Uscì infatti dall’abitazione dei suoi datori di lavoro».

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