Più controlli e stretta sui ristoranti per fermare la pesca di frodo
La decisione dopo il vertice in prefettura: ecco come si punta a bloccare lo smercio del pesce rubato
Cabras Si annunciano tempi duri per i pescatori di frodo. Venerdì si è tenuto in prefettura un incontro nel quale è stato varato un piano straordinario di controlli coordinati. L’obiettivo è chiaro: contrastare il fenomeno dell’abusivismo nello stagno. Tutto è partito dalla segnalazione dei pescatori professionali del Nuovo consorzio cooperative Pontis. «Abbiamo evidenziato al prefetto che i furti di pesce nello stagno sono diventati sempre più frequenti – racconta il presidente del consorzio, Giuliano Cossu –, così siamo stati convocati per esporre la situazione. Ci hanno assicurato che ci sarà una forte limitazione al fenomeno». Lo stesso Giuliano Cossu prosegue: «Noi abbiamo fatto il massimo. Abbiamo sempre invitato i pescatori non regolari a diventare soci, senza grandi risultati. Il consorzio ha spese quotidiane da affrontare e non è giusto che noi paghiamo le tasse e lavoriamo regolarmente e, invece, gli irregolari prelevino i pesci e portino via, incuranti di tutto il resto. Il fenomeno c’è sempre stato, ma ormai sta diventando insostenibile. Siamo per la legalità e tutti devono capire che l’illegalità non è più sostenibile».
Al vertice di Oristano, assieme al prefetto Salvatore Angieri, e ai rappresentanti delle forze dell'ordine sul territorio, c’era anche il sindaco di Cabras, Andrea Abis. «Negli ultimi tempi la pesca di frodo nello stagno ha evidentemente superato i livelli di tolleranza che i pescatori del consorzio hanno sempre avuto rispetto a modiche quantità di pescato prelevate per consumo personale – ha sottolineato anche il primo cittadino –. Ora sono state superate queste soglie di tollerabilità e c’è un’incidenza pesante di quantitativi prelevati dagli abusivi che prendono dallo stagno quantità importanti di pescato, che condizionano evidentemente anche l’economia commerciale dello stesso consorzio». Va avanti il sindaco: «Il consorzio, con i sistemi normali di guardiania realizzata dagli stessi pescatori, che non hanno nemmeno titolo di polizia giudiziaria e hanno un livello di intervento limitato, non riesce a far fronte alla piaga dell’abusivismo. Il prefetto ha dato così via libera all’impulso per un potenziamento dei controlli da parte degli organi di polizia. Ora sarà messo in piedi un sistema coordinato che vedrà la partecipazione in particolare dei carabinieri e coinvolgerà anche la questura, la guardia di finanza, il corpo forestale e la capitaneria di porto». Le misure adottate per contrastare la pesca di frodo porteranno a più controlli non solo nello stagno, ma anche nelle vie commerciali e nei ristoranti, dove il pescato di frodo potrebbe essere venduti. «Naturalmente in quest’ultimo caso c’è una questione di tracciabilità, che è anche sinonimo di sicurezza alimentare e sanitaria degli avventori – conclude il sindaco –. Per i pescatori di frodo diventerà pertanto molto problematico smerciare il pesce rubato, soprattutto nella ristorazione».
