Olio, i produttori: «Tanti problemi, ma aumentano qualità e richieste»
Riola Sardo, due giorni di festa dedicati all’extravergine della filiera locale
Riola Sardo Domani e dopodomani, 20 e 21 agosto 2025, gli spazi dell’antica chiesa sconsacrata di Santa Corona, ospiteranno la prima edizione della Festa dell’Olio, due giornate dedicate alla promozione della filiera olivicola e alla diffusione della cultura enogastronomica del Sinis. «L’olio extravergine d’oliva è un simbolo identitario di Riola – afferma il sindaco Lorenzo Pinna –. Dopo l’anno zero, auspichiamo che l’evento possa crescere fino a diventare un appuntamento di riferimento nel panorama regionale». Alla manifestazione, promossa dal Comune con il sostegno del Gal Sinis e la collaborazione di Ati Olio del Sinis e l’organizzazione dell’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo, saranno presenti numerosi produttori di olio del territorio, fra cui i nove dell’Ati Olio del Sinis, ovvero le aziende agricole Massimo Dessì Lai di Cabras, Rita Fanari di Baratili San Pietro, Maurizio Mocci di Riola Sardo, Opm Società Agricola Semplice di Narbolia, Giovanni Matteo Corrias di Riola Sardo, Giuseppe Agostino Lasiu di Nurachi, Giorgio Ortu di Narbolia e Francesco Salvatore Perra di Baratili San Pietro.
«A fronte di un passato in cui la produzione di tipo familiare la faceva da padrona, oggi nel Sinis esistono tante piccole realtà aziendali – afferma Manuela Corrias, responsabile dell’Oleificio Corrias di Riola e capofila del progetto di valorizzazione della filiera olearia –, che si occupano anche di lavorare e confezionare l’olio, affermandosi nel mercato con il proprio prodotto». La situazione del comparto è però complessa: «C’è sempre più bisogno di prodotto da confezionare – spiega Manuela Corrias – e anche gli uliveti abbandonati dalle famiglie sono stati presi in gestione dalle aziende. Purtroppo bisogna fare i conti con i problemi: su tutti il cambiamento climatico e la difficoltà ad attrarre manodopera in agricoltura, soprattutto giovanile. Questo ha comportato negli ultimi anni una diminuzione della quantità d’olio prodotta, mentre sulla qualità sono stati fatti passi da gigante, grazie all’innovazione nelle tecnologie di produzione e ai nuovi frantoi, e si sta ottenendo un prodotto sempre migliore. Inoltre la richiesta dell’olio extravergine del Sinis di Semidana è molto alta, sia da parte dei privati che dei ristoratori».
Per il futuro si pensa a variare l’offerta: «C’è tanto da fare, bisognerà incentivare ad esempio l’olioturismo, che diventa un’opportunità per le aziende. La nascita dell’Ati Olio del Sinis, filiera costituita e finanziata dal Gal, è la dimostrazione concreta di quanto fare rete possa fare la differenza. Il nostro obiettivo è far sì che l’olio diventi non solo un’eccellenza da gustare, ma un vero e proprio ambasciatore capace di aprire nuove strade per il turismo enogastronomico a tutti i livelli».
Fra le aziende presenti a Riola anche quella di Massimo Manunza, di Cabras. «La produzione olearia, pur di qualità, sta conoscendo un periodo di grossa difficoltà nel Sinis – sottolinea –. La nostra azienda quest’anno è riuscita appena a soddisfare il fabbisogno familiare, non avendo avuto tempo ed energie da dedicare alla potatura degli oliveti. Al momento stiamo concentrando i nostri sforzi sul grano e sulla pasta “Monte Trigu”».
Quanto al programma dell’evento, domani alle 18 aprirà il Villaggio Gal Sinis, con degustazioni guidate, laboratori, esposizioni di artigianato e racconti sulle filiere produttive locali. Alle 18.30 si terrà il convegno: “Olivicoltura e territorio nel Sinis: filiera agricola, paesaggio e prospettive turistiche”. Alle 21 seguirà il concerto dei Pink Lake, tribute band dei Pink Floyd. Giovedì, alle 18, ripartiranno le attività del Villaggio Gal Sinis: i visitatori potranno anche partecipare a laboratori e racconti legati alle tradizioni agricole. A partire delle 21.30, infine, ci sarà il live dei Cavalli acoustic.
