La Nuova Sardegna

Oristano

Ambiente e decoro

Telecamere, fototrappole e persino i droni: multati in 40 per abbandono di rifiuti

di Caterina Cossu
Telecamere, fototrappole e persino i droni: multati in 40 per abbandono di rifiuti

L’azione del Comune si è intensificata dopo il decreto del Governo che consente azioni più incisive

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Oristano La guerra agli incivili sortisce i primi effetti: nella rete dei controlli cascano in quaranta. Magari sono azioni poco visibili, ma molto significative nei numeri e ora che arriva anche la comunicazione di come il Comune sta agendo e di come sta colpendo, è possibile che qualcuno inizi a limitare certi comportamenti. «Telecamere, fototrappole, utilizzo di droni, pattugliamenti e controlli quotidiani, con l’opportuna collaborazione del gestore del servizio di igiene urbana nonché dei cittadini che segnalano comportamenti illeciti. Nuovi strumenti e azioni congiunte che nei primi otto mesi di quest’anno hanno consentito di accertare una quarantina di reati e di illeciti di natura ambientale con conseguenti denunce all’autorità giudiziaria o sanzioni amministrative». L’annuncio è della vicesindaca e assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda, che plaude al rafforzamento sui controlli e sulle sanzioni arrivato lo scorso 30 luglio dal Governo con il decreto legge 116/2025. Si tratta di disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti con un inasprimento delle pene per chi abbandona illecitamente i rifiuti e l’introduzione di una stretta decisa contro il lancio dai veicoli di mozziconi e pacchetti di sigarette, fazzolettini, lattine, bottiglie, sacchetti e oggetti vari.

La misura piace all’assessora che ricorda come “lanciare mozziconi di sigaretta, fazzoletti, bottiglie o altri rifiuti dai veicoli è un atto grave che compromette l’ambiente, danneggia l’immagine del nostro territorio e comporta spese che ricadono sull’intera collettività. L’ufficio Ambiente e la polizia locale, già attivi nel presidio del territorio a tutela dell’ambiente, hanno ulteriormente intensificato i controlli in linea con quanto stabilito dal nuovo Decreto legge». Anche il sindaco Massimiliano Sanna plaude al lavoro fatto finora: «Le nuove norme vanno nella direzione giusta e favoriscono le attività dell’assessorato all’Ambiente per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti». C’è la possibilità di arresto in flagranza differita anche per i reati ambientali più gravi, come disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Vengono rafforzate inoltre le pene per l’abbandono e la gestione non autorizzata di rifiuti, con misure accessorie come la sospensione della patente, il fermo del veicolo e l’esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese non in regola. Per contrastare l’abbandono di rifiuti da veicoli sarà possibile utilizzare anche immagini di videosorveglianza.

“Il decreto afferma con forza che chi inquina paga, senza sconti. È un segnale chiaro dello Stato, che il Comune di Oristano condivide e si impegna a far rispettare, a tutela dei cittadini e dei territori», commenta il primo cittadino. L’entrata in vigore dal 9 agosto di questa stretta senza precedenti non ha trovato impreparato il comando della polizia locale: «In presenza di lancio di rifiuti da veicoli in marcia o in sosta, per esempio, non servirà più fermare l’automobilista sul fatto: basterà un fotogramma nitido della targa, acquisito da telecamere, comunali o private, per far scattare la sanzione». Il provvedimento prevede multe fino a 18mila euro, sospensione della patente e nei casi più gravi l’arresto, contrariamente a quanto accadeva fino a pochi giorni fa, dove per punire chi gettava rifiuti dal finestrino era necessario un intervento immediato delle forze dell’ordine. Il decreto distingue, inoltre, tra rifiuti non pericolosi e pericolosi e per un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto buttato distrattamente la sanzione può arrivare a 1.188 euro. Per lattine, bottiglie o sacchetti si arriva fino a 18mila euro, con in aggiunta una segnalazione alla procura. Se il lancio poi avviene in aree sensibili, come fiumi o zone protette, o comporta un pericolo concreto per persone e ambiente, scatta anche l’arresto, pure differito entro 48 ore, con pene da sei mesi a cinque anni e mezzo, fino a sette anni nei casi più gravi. Ci sono poi sanzioni accessorie pesanti come la sospensione della patente fino a sei mesi o la confisca del veicolo.

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