La “banda delle spaccate” tradita dallo champagne: brindavano sui social coi vini rubati
I carabinieri tenevano d’occhio i profili TikTok dei tre uomini accusati di 27 colpi messi a segno in un anno in tutta la Sardegna
Sassari Il suono dei tappi di champagne che annuncia la mezzanotte, bollicine dorate che danzano nel bicchiere, e la luce fredda di uno smartphone che registra tutto. Per regalare ai social le immagini di una festa di Capodanno, ai carabinieri la prova dell’ennesimo furto.
Per chi guardava distratto era solo il video su TikTok di una serata di lusso, per gli investigatori dell’Arma quelle bottiglie di Dom Perignon e Armand de Brignac Gold, erano un piccolo - ennesimo - tassello da mettere insieme ad altre prove, per incastrare la “banda delle spaccate”, quella che nessuno riusciva a fermare. Si tratta di Dragan Hadzovic, 50 anni nato in Serbia, Stefano Sejdovic, 30 anni nato a Napoli e il fratello Victor Sejdovic, 34 anni nato in provincia di Caserta. Tre uomini, finiti in manette a fine luglio dopo un tentativo di furto alla Crai di Pula, ai quali sono state presentate in carcere nuove accuse da parte degli investigatori della sezione operativa dei carabinieri della Compagnia di Sassari. Un conto complessivo di almeno 27 colpi. Furti con scasso che avrebbero fruttato non meno di 330 mila euro tra denaro e merce, senza contare le spese per i danni agli esercizi commerciali. Da ottobre 2024, la scia di raid notturni aveva attraversato Sassari e Cagliari e vari centri dell’isola: supermercati sfondati, casseforti trascinate via con funi legate a auto rubate, fughe a tutta velocità tra le campagne e le strade cittadine. Ogni volta lo stesso schema, ogni volta la stessa precisione. E dietro c’era la stessa banda, quella dell’assalto al negozio Apple di piazza Castello a Sassari lo scorso novembre e ai punti vendita Tuttigiorni di Sassari e Cagliari il mese prima. La banda, che si spostava tra le province di Sassari e Cagliari, avrebbe colpito in rapida successione, creando un vero e proprio allarme tra i commercianti. Negozi di abbigliamento, tabaccherie, esercizi alimentari, fino ai grandi marchi: nel mirino anche le filiali del Banco di Sardegna di Trinità d’Agultu, Tissi e Uri, obiettivi che i malviventi hanno tentato di forzare senza riuscirci. Il copione era sempre lo stesso, studiato nei minimi dettagli. Nei giorni precedenti al colpo, i tre effettuavano accurati sopralluoghi a bordo di auto a noleggio, controllando orari, telecamere e sistemi di allarme. Poco prima dell’azione rubavano due veicoli: un’Alfa Romeo Giulietta per la fuga e un’altra auto o un furgone da trasformare in ariete per sfondare le vetrine. Una volta infranto l’ingresso, entravano in azione in pochi minuti: agganciavano le casseforti con robuste funi, le strappavano dagli alloggiamenti e le caricavano sul mezzo. Tutto in tempi rapidissimi, per sfuggire ai controlli. La svolta è arrivata a luglio, quando i carabinieri della Sezione Operativa di Sassari, in collaborazione con il Comando Provinciale di Cagliari, hanno fermato i tre uomini in flagranza, subito dopo due furti nella provincia cagliaritana. Da lì è partita una complessa attività investigativa, con incroci di tabulati, analisi delle telecamere di sorveglianza, tracciamenti dei veicoli a noleggio e riscontri sulle impronte.
Ma gli investigatori dell’Arma di Sassari hanno monitorato con attenzione anche i profili social dei sospettati e quei video su Tik Tok in cui brindavano con bottiglie pregiate di Champagne sono diventati una prova d’oro, il filo rosso che ha collegato gli arrestati al colpo messo a segno il 29 novembre 2024 al supermercato Dettori di Abbiadori. La banda delle spaccate aveva portando via 175 bottiglie di Champagne, tra cui Dom Perignon e Armand de Brignac Gold, per un valore di quasi 24mila euro. Un mese dopo si era lasciata andare a quel brindisi esclusivo che - forse - sarebbe stato più prudente non dare in pasto ai social.