Linguaggio di genere, scontro in Provincia
La minoranza di Oristano: «Tutto declinato al maschile per volontà politica», la risposta di Pireddu: «Attacco strumentale»
Oristano La bocciatura da parte della maggioranza di centrodestra al consiglio provinciale di Oristano in merito all’utilizzo del linguaggio inclusivo nello statuto dell’ente si allarga alla ribalta regionale. Alla reazione del campo largo in Provincia, composto da Federica Piras, Laura Celletti, Angelo Masala e Renzo Ponti, cui si è fatta portavoce proprio Celletti, già assessora comunale alle Politiche sociali e pari opportunità al Comune di Cabras, e che ha parlato di «una presa di posizione ideologica», è stata ripresa dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Alessandro Solinas e dalla responsabile regionale del dipartimento Donne e politica, Maria Delogu.
Solinas parla senza mezzi termini di «oscurantismo: cancellare le donne dai documenti ufficiali non è politica – afferma – è negare la realtà». La scelta di bocciare il riconoscimento del genere femminile negli atti ufficiali sarebbe per lui figlia di «una visione del mondo vecchia e parziale», portata avanti da una maggioranza che «non ha eletto nemmeno una donna» e che oggi decide di non riconoscere neppure termini come “consigliera” nello statuto. Durissima anche la nota di Maria Delogu, che definisce la decisione del consiglio provinciale «discriminatoria e antidemocratica», dissonante dall’evoluzione della lingua italiana e del valore simbolico e sostanziale del linguaggio nelle istituzioni.
«Il riconoscimento delle donne nella società e nella vita pubblica – sottolinea – passa anche dalle parole, che non possono rendere afona la loro voce». Il gruppo provinciale di centrodestra, oggi al governo della Provincia, respinge in una nota congiunta l’idea che lo statuto dell’ente possa rendere invisibili le donne o neghi il tema delle pari opportunità e rivendica un percorso condiviso nella stesura del testo, sottolineando che «durante la fase di elaborazione non sono state avanzate proposte formali di modifica sul linguaggio di genere», tema che sarebbe così stato sollevato solo in aula e senza emendamenti puntuali.
Sul piano politico, la maggioranza respinge l’accusa di disimpegno sui temi di genere, rivendicando iniziative e progetti di sensibilizzazione contro discriminazioni e violenze, in particolare rivolti ai giovani. E chiude parlando di un attacco «del tutto strumentale», arrivato dopo l’approvazione dello statuto e ritenuto poco utile a costruire un confronto condiviso». Il presidente Paolo Pireddu ha infine assicurato che «grande impegno abbiamo sempre profuso su questi temi e anche quest’anno la Provincia garantirà una serie di iniziative a sostegno della lotta e prevenzione alle discriminazioni e le violenze di genere».
