Pedofilia nel collegio francescano, la diocesi di Oristano: «Vicini a tutte le vittime»
Don Baroli, referente per la tutela dei minori: «Il centro di ascolto non ha mai ricevuto segnalazioni»
La pubblicazione del dispositivo della sentenza del Tribunale Ecclesiastico di Cagliari sugli abusi commessi da don Emmanuele Manca, al secolo Valerio, segna un punto fermo in una vicenda lunga e dolorosa che ha attraversato la Chiesa sarda. Il sacerdote, presbitero del clero di Tempio-Ampurias, è stato riconosciuto pienamente responsabile degli abusi perpetrati negli anni in cui era responsabile della formazione dei seminaristi nel collegio francescano conventuale di Oristano, ai danni di padre Paolo Contini, allora minore. Al termine dell’iter canonico, il tribunale ha disposto la pena più grave prevista dall’ordinamento ecclesiastico: la dimissione dallo stato clericale.
L’Arcivescovo e il Presbiterio hanno espresso «la propria vicinanza e solidarietà alla vittima, padre Paolo Contini, per il cammino spesso difficile e pieno di ostacoli e le sofferenze che ha dovuto affrontare per veder riconosciuta la sua condizione di abusato», sottolineando la gratitudine nei confronti dell’avvocato Alessandro Camedda che ha seguito con competenza l’iter della causa. La solidarietà, aggiungono, «si estende a tutti coloro che sono stati vittime di abusi da parte di membri del clero che non sempre hanno trovato ascolto e accoglienza».
Sul tema, in risposta alla garante dei minori Puligheddu è intervenuto anche il Referente diocesano per la Tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dell’arcidiocesi di Oristano, don Paolo Baroli, ha precisato che «dalla sua istituzione a oggi, il Centro di ascolto del servizio diocesano — nato per esprimere la vicinanza della Chiesa a chiunque abbia subito abusi da parte di membri della comunità ecclesiale — non ha ricevuto alcuna segnalazione o denuncia relativa a casi di abuso, citati nel suddetto articolo».
Il Servizio diocesano ribadisce «la propria missione di ascolto e accoglienza» e invita chiunque fosse a conoscenza di situazioni di abuso o ne fosse stato vittima a rivolgersi all’Autorità giudiziaria per presentare formale denuncia e a contattare il Centro di ascolto «per presentare una formale segnalazione che consentirà all’arcidiocesi di Oristano di avviare l’iter procedurale previsto dalle norme del Codice di Diritto canonico e dalle Linee guida della Cei».
