La Nuova Sardegna

Oristano

La giostra

«Sartiglia evento identitario già sicuro», no del Comune a caschi e corpetti

di Caterina Cossu
«Sartiglia evento identitario già sicuro», no del Comune a caschi e corpetti

La comunicazione del sindaco Massimiliano Sanna dopo il parere legale richiesto dal Comune sul Decreto Abodi

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Oristano Caschi e corpetti non sono obbligatori. Il Comune di Oristano ribadisce la sua linea in vista della Sartiglia 2026: la sicurezza è fondamentale, ma non può cancellare secoli di storia e ritualità. È questo il messaggio che il sindaco Massimiliano Sanna porterà alla prossima riunione della Commissione provinciale di vigilanza, chiamata a valutare l’applicazione del Decreto Abodi. Secondo il Comune, proprio il Decreto contiene gli elementi necessari per tutelare la manifestazione. Il riferimento è all’articolo 3, comma 1, che stabilisce che le norme debbano essere applicate «tenendo conto delle tradizioni, degli usi e delle consuetudini locali». Da qui parte il parere dello studio legale degli avvocati Stefano Porcu e Mauro Barberio, incaricato dall’amministrazione di valutare il caso dal punto di vista dei codici.

Le protezioni obbligatorie non sarebbero quindi compatibili con la manifestazione. Per il sindaco, l’uso di caschi e giubbini protettivi comprometterebbe aspetti essenziali della Sartiglia: costumi, maschere, copricapi e movimenti tradizionali. L’impatto sarebbe su tutti i cavalieri, ma ancora più pesante sul Componidori, figura centrale e simbolica della giostra. Non si tratterebbe solo di un tema estetico o identitario: dispositivi rigidi limiterebbero le evoluzioni della corsa alla stella e della corsa delle pariglie, alterandone lo svolgimento e mettendo potenzialmente a rischio anche la fluidità dei gesti rituali.

Il tutto si può riassumere così: «Serve un’applicazione modulata del Decreto». Il Comune sostiene che una lettura rigida non è applicabile alla Sartiglia. L’autorità competente, secondo il primo cittadino, ha la possibilità di adattare le modalità di applicazione alle caratteristiche della manifestazione, garantendo comunque la sicurezza dei cavalieri e del pubblico. Negli ultimi mesi, all’interno del Comitato Sartiglia, tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione hanno lavorato in sintonia per trovare l’equilibrio tra tutela della tradizione e misure di sicurezza. Il parere legale fornisce ora all’amministrazione «la lettura giuridica corretta» per sostenere questa posizione. Tradizione, identità e sicurezza rimangono quindi il nodo della trattativa che dovrà concludersi al tavolo ufficiale. A questo punto però la Sartiglia viene considerata un patrimonio culturale immateriale unanimemente riconosciuto. Per questo l’amministrazione chiede che ogni decisione tenga conto della sua unicità, evitando interventi che ne snaturerebbero la forma tramandata da oltre sei secoli. Il Comune si dice fiducioso che la Commissione di sicurezza recepirà queste istanze, aprendo alla possibilità di una soluzione capace di conciliare sicurezza e rispetto integrale del rito.

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