Il Consorzio Industriale boccia Fenosu: «La società di gestione oggi vale zero euro»
Scontro aperto sull’aeroporto con il socio di maggioranza già sotto attacco politico
Oristano «Sogeaor, allo stato attuale, non presenta un valore economico di mercato. È questa la fotografia oggettiva emersa dalla perizia indipendente che abbiamo commissionato a una società di consulenza internazionale: un dato basato su bilanci e numeri, non su opinioni». Inizia con la freddezza dei numeri la controffensiva del Consorzio Industriale, che risponde colpo su colpo alle dichiarazioni rilasciate ieri dall’amministratore unico della societa di gestione dell’aeroporto, Riccardo Faticoni. Se il clima sopra lo scalo di Fenosu era già elettrico, oggi siamo alla tempesta perfetta. Il Consorzio non si limita infatti a smentire l'accusa di aver manifestato interesse «senza fare un’offerta», ma ribalta completamente la narrazione, portando il dibattito sul terreno della trasparenza amministrativa e della realtà contabile. Secondo il Consorzio, l’offerta per acquisire il 51 per cento delle quote non è mai decollata semplicemente perché, carte alla mano, non c’era un valore da liquidare che potesse giustificare l’esborso di denaro pubblico.
Il cuore della contesa è tutto qui: nella valutazione di quanto valga oggi la società che gestisce l’aeroporto. Il Consorzio rivendica un iter formale avviato alla fine del 2024, culminato in una adeguata verifica che avrebbe paragonato la Sogeaor a realtà aeroportuali analoghe. Il risultato? Un valore di mercato nullo. Quando, nell’aprile 2025, la società di gestione ha presentato una controproposta economica, il Consorzio Industriale l’ha rispedita al mittente perché ritenuta «non supportata da valutazioni oggettive e verificabili. Come ente pubblico – comunica il Consorzio – abbiamo il dovere della massima correttezza. Non possiamo accogliere proposte che non siano basate su ipotesi realistiche». È un messaggio che suona come una smentita totale alla linea del «fatti, non parole» difesa da Faticoni. Per il Consorzio, i fatti sono quelli scritti nei registri contabili. Il piano del Consorzio per salvare Fenosu, tuttavia, non è tramontato, ma prevede un cambio totale di paradigma. L’obiettivo dichiarato è riprendere il timone dello scalo: acquisire la maggioranza del 51 per cento delle quote senza condizioni, assumersi l’onere della programmazione strategica e del potenziamento infrastrutturale, lasciando ai privati il ruolo di soci operativi al 49 per cento. È una visione diametralmente opposta a quella attuale. Se Sogeaor rivendica il merito di aver tenuto in vita una struttura morta, il Consorzio risponde che solo un ingresso pubblico forte può garantire l’attrazione di finanziamenti e la capacità progettuale necessaria a rendere l’aeroporto un vero hub logistico, integrato con il porto industriale.
Sullo sfondo resta la grande occasione dell’accademia di volo di ITA Airways. Ma mentre la Sogeaor accusa la politica di indebolire la candidatura di Fenosu con attacchi interni, il Consorzio ribadisce di essere pronto a un «confronto serio e costruttivo», purché si parta da basi concrete. La frattura appare però profonda: da una parte c’è un gestore privato che chiede rispetto per gli investimenti fatti nel silenzio generale, dall’altra un ente pubblico che non intende muovere un passo senza avere la certezza che ogni centesimo investito sia giustificato da un valore reale. Il tempo stringe, le ispezioni dell'Enac incombono e il rischio, tra una replica e l’altra, è che a restare a terra non siano solo gli aerei, ma l’intero futuro economico del territorio.
