«Quel marchio è nostro» e l’associazione culturale diffida il Comune
L’utilizzo della dicitura Cabudanne de sos poetas scatena lo scontro tra gli organizzatori del festival e l’amministrazione
Seneghe Un atto amministrativo legato al Pnnr accende lo scontro istituzionale e culturale attorno al Cabudanne de sos Poetas, il festival di poesia che da oltre vent’anni identifica Seneghe a livello nazionale e internazionale. L’associazione culturale Perda Sonadora, ideatrice e organizzatrice della manifestazione nonché titolare del marchio registrato, ha inviato una diffida formale al Comune per l’uso non autorizzato della denominazione all’interno di un progetto comunale finanziato con fondi europei. La contestazione nasce dalla determina del 22 gennaio, con la quale il Comune ha affidato alla società Ilisso Edizioni un incarico da oltre 100mila euro per la progettazione e la direzione scientifica di un’esperienza culturale alla Casa della Cultura, nell’ambito del progetto del Pnrr denominato Attrattività dei borghi storici. Negli atti amministrativi, il servizio viene identificato con il codice progettuale “Clp 2.1_seneghe_cabudannepoetas”, utilizzando esplicitamente la denominazione riconducibile al festival settembrino che richiama a Seneghe tantissimi esponenti del mondo culturale e tantissimi spettatori.
Secondo l’associazione Perda Sonadora, si tratta di un uso illegittimo di un marchio registrato nel 2023 ma attivo da ventidue anni, che identifica in modo univoco un evento culturale ben preciso, organizzato annualmente dall’associazione stessa. Nella diffida inviata al Comune si richiama il Codice della Proprietà Industriale e si sottolinea il rischio di confusione per il pubblico, per i finanziatori e per gli stessi enti coinvolti nel progetto Pnrr. Un passaggio particolarmente delicato riguarda il fatto che, negli stessi atti progettuali comunali presentati al ministero della Cultura negli anni scorsi, il Cabudanne de sos Poetas veniva riconosciuto come iniziativa storica di un unico soggetto, proprio l’associazione Perda Sonadora, tanto da escludere procedure concorrenziali «a tutela dei diritti artistici e intellettuali». Un elemento che, secondo l’associazione, rende ancora più grave l’utilizzo del nome senza alcun coinvolgimento formale del titolare.
La diffida chiede al Comune la cessazione immediata di qualsiasi uso, diretto o indiretto, del marchio e delle sue varianti, la rettifica di tutti gli atti amministrativi e dei materiali di comunicazione, oltre all’accesso completo alla documentazione relativa al progetto affidato alla Ilisso. L’associazione precisa di non voler ostacolare le attività culturali comunali, ma rivendica con fermezza la tutela della propria identità, costruita in oltre due decenni di lavoro. Nel documento viene inoltre chiarito che l’eventuale coinvolgimento della società affidataria sarebbe avvenuto in buona fede, mentre la responsabilità principale ricadrebbe sull’ente committente, che avrebbe utilizzato una denominazione protetta senza autorizzazione. Al momento, il Comune non ha risposto con atti legali ufficiali di parte e il tentativo, secondo indiscrezioni, sarebbe quello di ricomporre i toni e trovare una soluzione bonaria. Resta aperta una vicenda che intreccia cultura, amministrazione e diritti di proprietà intellettuale potrebbe avere ripercussioni non solo sul futuro del progetto, ma anche su uno dei simboli culturali più riconoscibili del paese.
