La Nuova Sardegna

Giustizia

Criminalità, l’allarme di Patronaggio: «Attenzione massima su infiltrazioni mafiose, faide e narcotraffico»

di Stefano Ambu

	<em>(foto Mario Rosas)</em>
(foto Mario Rosas)

La relazione del procuratore generale all’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Scie di attentati alimentati da una mentalità arcaica e dal falso mito dell’uomo balente»

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«La rilevanza della criminalità sarda dopo la stagione dei sequestri di persona è spesso sottovalutata». Lo ha affermato il procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Corte d’Appello di Cagliari. «Appaiono sbrigative le affermazioni che parlano di assenza di associazioni mafiose, sia indigene che importate dal continente e che operano in Sardegna».

Al contrario ha detto Patronaggio, «è ampiamente acclarato che le vecchie bande sarde, operanti soprattutto nella Barbagia, nel Goceano e nell’Ogliastra, lungi dall’essere dissolte, si sono riorganizzate», dotandosi «di armi da guerra ed esplosivi».

Gruppi che, ha sottolineato Patronaggio, sono responsabili di «rapine ai portavalori, ai caveau, agli uffici postali e ai bancomat e che controllano il narcotraffico e la coltivazione di piantagioni di marijuana», sempre più estese e strutturate.

«Costante e preoccupante è il fenomeno delle faide», ha proseguito il procuratore generale, con «scie di attentati e danneggiamenti alimentati da una mentalità arcaica e dal falso mito dell’uomo balente».

L’allarme riguarda anche forme diverse di criminalità e radicalizzazione. «Preoccupante è la presenza nell’isola di aggregazioni anarchiche, antagoniste e antistatuali», così come «l’esistenza di soggetti operanti sul web ed inneggianti a teorie suprematiste, razziste e neonaziste», con «la sorprendente presenza attiva di soggetti minorenni».

Nel passaggio dedicato alle altre procure del distretto, Patronaggio ha riferito che a Sassari si registra «la crescita, accanto ai tradizionali reati contro il patrimonio, dei reati informatici, il cosiddetto cybercrime», che ha fatto segnare «un incremento del 68 per cento». A Nuoro, invece, «continua a essere segnalato il preoccupante fenomeno degli omicidi», con procedimenti di particolare gravità, tra cui quello per la strage familiare attribuita a Gleboni Roberto e l’indagine per l’omicidio di Luca Goddi, avvenuto a Orune il 4 agosto 2023.

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