La Nuova Sardegna

La denuncia

Choc dopo il parto: «Questa bimba non è nostra, usato l’embrione di un’altra donna»

Choc dopo il parto: «Questa bimba non è nostra, usato l’embrione di un’altra donna»

Diventano genitori grazie alla fecondazione assistita in Florida ma la piccola non ha alcun legame genetico con loro

3 MINUTI DI LETTURA





Una coppia della Florida ha intentato una causa contro una clinica per la fertilità di Orlando, accusandola di aver commesso un grave errore durante un trattamento di fecondazione in vitro: alla donna sarebbe stato impiantato l’embrione di un’altra paziente, portando alla nascita di una bambina non biologicamente loro. La denuncia è stata presentata il 22 gennaio da Tiffany Score e Steven Mills contro la IVF Life, Inc. e il suo direttore medico, il dottor Milton McNichol. Come riportato dall’Orlando Sentinel, nell’aprile 2025 alla donna sarebbe stato trasferito l’embrione sbagliato, nonostante la coppia avesse tre embrioni vitali crioconservati presso la struttura fin dal 2020.

La nascita e i primi sospetti

L’11 dicembre 2025 Tiffany Score ha dato alla luce una bambina descritta come “in salute”. Subito dopo il parto, però, i genitori avrebbero iniziato a nutrire dubbi. Essendo entrambi caucasici, hanno riferito che la neonata presentava tratti fisici non riconducibili alla loro etnia. Test genetici successivi avrebbero confermato l’assenza di qualsiasi legame biologico tra la bambina e la coppia.

Il timore per il loro embrione

I due neo genitori temono che il loro embrione possa essere stato impiantato in un’altra donna, che potrebbe essere attualmente incinta o già crescere quello che, dal punto di vista genetico, sarebbe il loro figlio. Il loro avvocato, John Scarola, ha inviato il 5 gennaio una lettera alla clinica chiedendo chiarimenti e sollecitando l’identificazione dei genitori biologici della bambina.

Un legame emotivo che cresce

Nonostante l’accaduto, la coppia racconta di aver sviluppato un legame emotivo molto forte con la bambina, sia durante la gravidanza sia dopo la nascita. Pur dichiarandosi disponibili a crescerla come propria, affermano di sentirsi moralmente e legalmente obbligati a garantire che la minore possa essere affidata ai suoi genitori biologici, qualora questi lo desiderassero. «Si sono innamorati di questa bambina», ha spiegato l’avvocato Scarola. «Sarebbero felici di crescerla, ma vivono con il timore che qualcuno possa presentarsi in qualsiasi momento per reclamarla».

La richiesta al tribunale

La causa chiede un provvedimento d’urgenza che obblighi la clinica ad avvisare tutti i pazienti potenzialmente coinvolti, a finanziare test genetici su larga scala e a chiarire se altri casi di scambio di embrioni possano essersi verificati. Il giudice Margaret Schreiber ha sottolineato la complessità del caso, osservando come la legislazione della Florida non offra precedenti chiari per situazioni di questo tipo, che coinvolgono diritti dei genitori genetici e tutela della privacy degli altri pazienti.

La clinica

Il dottor McNichol, considerato uno dei principali specialisti della fertilità nell’area di Orlando, ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel corso della sua carriera. In una nota pubblicata sul proprio sito – poi rimossa – la clinica IVF Life ha dichiarato di stare collaborando a un’indagine interna per chiarire l’origine di un errore che avrebbe portato alla nascita di un bambino non geneticamente imparentato con i genitori che l’hanno messo al mondo.

Primo Piano
Il report dell’Enas

Siccità, l’emergenza in Sardegna è alle spalle: bacini al 67% – I dati completi

Le nostre iniziative