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Il sindaco di Oristano ai cavalieri: «La Sartiglia si farà, mi assumerò io la responsabilità»

di Caterina Cossu
Il sindaco di Oristano ai cavalieri: «La Sartiglia si farà, mi assumerò io la responsabilità»

Il primo cittadino Massimiliano Sanna è certo che si troverà una soluzione, dopo che il prefetto ha imposto l’obbligo di usare misure di protezione come caschetti e giubbetti

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Oristano Il sindaco Massimiliano Sanna si è presentato da solo davanti ai cavalieri della Sartiglia, rappresentati dal presidente neo eletto Andrea Manias. Poche parole e subito un mezzo sospiro di sollievo. «La Sartiglia si farà, troveremo il modo. Voi continuate a prepararla, mi assumerò io la responsabilità». Nessun dettaglio tecnico su cosa significhi questa locuzione e per ora nessun accenno a quale sarà il coniglio che, uscendo magicamente dal cilindro di su componidori, potrà risolvere la situazione. Ieri sera però nella sede dell'associazione cavalieri, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti dei due gremi di contadini e falegnami, gli animi si sono fatti più fiduciosi. Assente invece, il presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu.

Il primo step

Intanto domani mattina, domenica 8, il decreto Abodi piegherà il capo davanti all’appuntamento religioso della benedizione di cavalieri e cavalli. Il rito si svolgerà come da tradizione, senza bardature ma anche senza dispositivi di sicurezza, davanti alla parrocchia di sant’Efisio, cuore di Su Brugu, attorno alle 10 del mattino. I cavalieri poi potranno continuare a pensare positivo e concentrarsi sui preparativi che permetteranno di arrivare all’appuntamento di domenica 15 e martedì 17 febbraio con ogni dettaglio al suo posto. C’è la voglia di credere che la sicurezza delle parole del primo cittadino siano supportate da una soluzione molto diversa dalle due prospettate fino a oggi e possa essere definitiva rispetto ai profili di responsabilità in caso di mancato utilizzo di caschetti e giubottini di sicurezza. L’ultima parola a suon di carte ufficiali l’aveva data il prefetto Salvatore Angieri, che giovedì all’ora di pranzo ha lanciato un macigno con una nota indirizzata ai sindaci, dove si ribadiva l’obbligatorietà dei dispositivi.

La prospettiva

Per arginare questo spauracchio, le strade alla ricerca di una soluzione sono sembrate due, ma nessuna prospettiva è capace di far tirare un sospiro di sollievo collettivo. Si tratterebbe, infatti, di fare una scelta tra il meno peggio: approvare un piano di sicurezza così come lo vuole il prefetto, quindi caschetti e giubbotti di protezione obbligatori, con la conseguente presa di posizione dei sartiglianti che hanno annunciato il rientro alle scuderie dopo la sfilata e il rito dell’incrocio delle spade. Questa soluzione è ovviamente la prima da scongiurare, perché metterebbe a rischio per certo lo svolgimento della parte cruciale della manifestazione, quella per la quale i cavalieri si preparano tutto l’anno e che aspettano con ardore e devozione. C’è poi un piano alternativo, ma convince pochissimo. Ovvero la possibilità che il primo cittadino e il presidente della Fondazione Oristano si assumano in prima persona la responsabilità formale della sicurezza della manifestazione, autorizzando lo svolgimento della giostra con un piano di sicurezza alternativo che liberi dall’obbligo di utilizzo di caschi e paraschiena, ma il campo è disseminato di mine. Anzitutto, di contro si è paventata l’ipotesi di ottenere la firma dei cavalieri per uno sgravio di responsabilità degli enti, una liberatoria che avrebbe come effetto di sollevare da eventuali conseguenze sindaco, presidente della Fondazione e dirigenti comunali. Il valore giuridico di questa mossa è però tutto da verificare.

La prefettura

L’unico punto fermo è la posizione restrittiva del prefetto, ribadita ieri con fermezza e che sarà la vera montagna da scalare per ora. Se la norma infatti non stabilisce una sanzione, l’obbligo decretato dal numero uno della prefettura resta vincolante e ha riscaldato gli animi fino al confronto di ieri sera, la prima timida schiarita arrivata da qualche mese a questa parte.

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