La Nuova Sardegna

Oristano

La crisi politica

Giunta azzerata, minoranza all’attacco: «È ora di dimettersi, liberate il Comune»

Giunta azzerata, minoranza all’attacco: «È ora di dimettersi, liberate il Comune»

Durissima la presa di posizione del centrosinistra dopo che il sindaco ha revocato le deleghe a tutti gli assessori

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Oristano «Profonda preoccupazione e ferma condanna di fronte all’ennesimo reset della giunta guidata dal sindaco Massimiliano Sanna». La minoranza di centro sinistra in consiglio affida a una nota congiunta firmata da tutti i consiglieri e le consigliere il commento sull’azzeramento dell’esecutivo operato ieri mattina dal primo cittadino nel tentativo di salvare la consiliatura. Una mossa che per il gruppo «certifica l'ammissione di un fallimento strutturale di una amministrazione ostaggio dei partiti e incapace di dare una guida autorevole e stabile alla nostra città». La condanna alla coalizione di centro destra che da quattro anni guida la città è durissima: «Quella a cui Oristano sta assistendo impotente è la resa definitiva di una coalizione che, logorata da veti incrociati e bracci di ferro che mirano solo alle poltrone – come detto anche da alcuni esponenti della stessa maggioranza –, ha smesso da tempo di amministrare la città per dedicarsi esclusivamente alla propria sopravvivenza. E mentre il Comune continua ad essere in esercizio provvisorio da ormai oltre due mesi e i problemi reali di Oristano permangono e si aggravano, il centrodestra cittadino decide di fermare di nuovo le macchine». La nota entra a gamba tesa sull’operato della giunta: «La città ha visto cambiare più assessori che progetti portati a termine da questa amministrazione» e andrebbe ora incontro alla «paralisi amministrativa, un’assenza di continuità che inficerà la già scarsa capacità di programmazione di questa amministrazione e aggraverà ancora di più la sfiducia dei cittadini nei confronti di chi dovrebbe occuparsi della città invece che solo dei propri interessi. La nostra comunità ha necessità di essere amministrata con senso civico per affrontare tutti gli atti necessari per permettere alla macchina amministrativa di andare avanti: dal sociale all'urbanistica, alla programmazione». Si chiede nuovamente a gran voce un atto radicale: «Le dimissioni in questo contesto rappresentano un atto di coraggio e responsabilità, che sottolinea il rispetto verso i cittadini. La responsabilità civile di un amministratore pubblico va oltre la semplice gestione: riguarda il coraggio di prendere decisioni difficili per il bene della collettività», atto che sarebbe dovuto arrivare prima, «durante la discussione del bilancio, quando la situazione risultava insostenibile». (cat.co.)

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