La Nuova Sardegna

Oristano

Il premio

Turismo e sostenibilità, l’oscar di Legambiente va alla Sardegna

di Paolo Camedda
Turismo e sostenibilità, l’oscar di Legambiente va alla Sardegna

Il riconoscimento per ospitalità green e progetti di comunicazione – Ecco chi ha vinto

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Cabras C’è una forma di turismo responsabile e consapevole, basato sul rispetto dell’ambiente, della cultura e dell’economia locale, che non è finalizzato allo sfruttamento passivo delle bellezze del territorio per il proprio piacere o il proprio riposo, ma sceglie per alloggiare strutture ecocompatibili con certificazioni ambientali, evita i luoghi più affollati meta del turismo massa, è alla ricerca di esperienze inclusive e a stretto contatto con la natura e durante le visite ha estremo rispetto per gli ecosistemi e il loro equilibrio. Questo è il tipo di turismo in cui crede e punta Daniela Meloni, titolare dell’azienda di via Cesare Battisti Limòlo House 56 Green, che alla prestigiosa fiera “Fa la cosa giusta” a Milano, ha ricevuto da Legambiente l’Oscar del turismo sostenibile – per la Sardegna è stato premiato anche Ammentos di Posada –. Il riconoscimento premia annualmente le eccellenze italiane che coniugano turismo e sostenibilità, inclusività e basso impatto ambientale. «Sono sorpresa – ammette emozionata –. Forse qualcuno dalla Sardegna ha segnalato a Legambiente sia il modo in cui opera la struttura, che ha investito tanto nella comunicazione green, sia i progetti importanti che abbiamo sviluppato».

Limòlo House affianca attualmente all’offerta di ospitalità sostenibile il supporto ai progetti di comunicazione e rigenerazione del territorio “56 Green newsletter” e “Stagnintour”, autogestiti e autofinanziati: «La newsletter è un modo di raccontare ai visitatori il territorio, non fermandoci solo a quello di Cabras, ma in generale a quello della Sardegna, e di contaminarlo con esperienze che traggo dai miei viaggi e dai miei studi, col taglio del turismo sostenibile. Le bellezze del territorio non vengono presentate elencandole, ma in una narrazione che responsabilizza le persone. Non diciamo al turista di venire qui per andare al mare e vedere le spiagge del Sinis perché sono belle, ma per venire a conoscere il territorio nel suo complesso, problemi inclusi. Si usa sempre più, in tal senso, la definizione di turismo rigenerativo, che è l’ultima frontiera del settore e punta a lasciare i luoghi visitati migliori di come sono stati trovati».

Daniela Meloni spiega poi come dalle parole è passata all’azione concreta: «Nella newsletter dico, ad esempio, di evitare di andare a Is Aruttas in piena estate. La spiaggia è bellissima, ma in quel periodo è sovraccarica, così suggerisco alternative, ugualmente belle oppure di programmare il viaggio in un altro periodo». Grande successo ha riscosso anche il progetto Stagnintour, portato avanti con l’associazione culturale SinisTerrae presieduta da Gabriele Espis, che si focalizza proprio sul turismo rigenerativo, e propone al turista la conoscenza delle zone umide dell’Oristanese, arrivando sino alle coste e alle spiagge, in un’ottica di contesto ambientale e paesaggistico unico e da fruire con la consapevolezza della sua fragilità e rispetto. «Nel 2025 il progetto si è svolto in forma sperimentale, con le escursioni organizzate nel mese di febbraio in occasione delle iniziative per la Giornata mondiale delle zone umide – racconta Daniela Meloni –. Abbiamo introdotto esperienze di voluntourism, con i turisti che hanno contribuito a mappare i luoghi e a raccogliere dati su di essi. Quest’anno lo stiamo ripetendo, dato che alcune giornate sono slittate per le piogge, e lo ampliamo fino al mare, strutturandolo come programma stabile riguardante un unico contesto territoriale, da Terralba a Cabras, passando per Santa Giusta e Oristano. Abbiamo già richieste dalle Università e si formeranno con questo approccio guide per i vari itinerari».

Limòlo House 56 green è un esempio virtuoso di recupero sostenibile, effettuato da Daniela Meloni coinvolgendo l’architetto Luciano Pia e trasformando antiche case campidanesi in terra cruda in una guesthouse eco-friendly. Nasce nel 2021 come struttura in bioarchitettura dedicata al soggiorno responsabile con un design artistico. Ex avvocata e skipper, Daniela Meloni è diventata una project manager del turismo sostenibile seguendo percorsi europei di alta formazione su green management, marketing e green communication. Gli ospiti sono coinvolti nella conoscenza del territorio e nell’applicazione delle misure di sostenibilità anche attraverso i progetti sviluppati.

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