«Nessun dialogo e nessuna crescita per il paese». Associazioni e sindaca allo scontro – Ecco cosa succede
Intanto, non si placa la polemica attorno al caso Cabudanne: Perda Sonadora analizza la sentenza del Tar
Seneghe Non c’è pace in paese tra amministrazione e associazioni. Nel frattempo, infatti, che esplodeva il caso sulla sentenza del Tar e l’uso improprio del marchio Cabudanne de sos poetas da parte del Comune, la sindaca Albina Mereu partecipava lo scorso venerdì sera all’assemblea pubblica indetta dalla consulta delle associazioni. Un confronto tanto atteso quanto trasformatosi nell’ennesima occasione mancata di dialogo: «Avevamo bisogno di risposte istituzionali su tanti temi, come la possibilità di accedere stabilmente all’utilizzo di determinati spazi, i loro costi, la possibilità di avere supporto economico dal Comune ovvero di trovare nell’amministrazione l’alleato giusto per reperire fondi regionali o europei per le nostre attività. Tutto questo è bloccato dall’indisponibilità della sindaca a un confronto leale e produttivo, nell’interesse della comunità».
Il caso A parlare è Anna Maria Sechi, presidente della Pro loco di Seneghe ma in questo caso portavoce della Consulta delle associzioni, organismo nato spontaneamente nel 2023 e che riunisce tra le 15 e le 20 realtà del paese, attive nei settori culturale, sportivo e delle tradizioni. Un mondo che rappresenta «lo specchio di una comunità viva e propositiva, e che muove complessivamente risorse per circa 200mila euro, investite ogni anno nelle attività per il territorio» fa notare Sechi. Proprio per questo, le associazioni chiedevano un confronto strutturato con il Comune e il riconoscimento della Consulta come interlocutore unico. «L’amministrazione continua invece a rapportarsi con le singole associazioni, ignorando questo organismo e il suo valore». L’incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, avrebbe dovuto segnare un cambio di passo. In sala, racconta la presidente, «c’è stata molta partecipazione, anche di persone non di Seneghe. Abbiamo esposto criticità e richieste, ma non abbiamo ricevuto risposte concrete né proposte». Da qui il giudizio severo: «È l’immagine di un’amministrazione chiusa, incapace di collaborare e di leggere il territorio». Parole che riflettono un malessere più ampio. «I pochi momenti di confronto spesso sfociano nel conflitto – aggiunge la presidente – e questo non è utile per Seneghe».
Cabudanne Intanto, l’associazione Perda Sonadora torna sulla vicenda Tar con un comunicato in cui rivendica la titolarità del nome e ribadisce che «il Cabudanne de sos poetas è un marchio tutelato». Due i punti messi in evidenza dall’associazione: intanto, che il risultato della tutela del marchio è stato raggiunto, ma solo dopo aver avviato il contenzioso. Atto che sarebbe potuto evitarsi, se il Comune avesse dato seguito alla richiesta via posta certificata con la quale l’associazione chiedeva che l’atto amministrativo incriminato perché riportante la dicitura del marchio, fosse modificato. Tale modifica è di fatto avvenuta, ma solo a cavallo tra il ricorso al tribunale amministrativo e la pronuncia di quest’ultimo. Ecco dunque il significato da attribuire al concetto di “improcedibilità”: il giudice non è entrato nel merito della causa perché la questione, nel frattempo, è cambiata o si è risolta. Non è quindi una bocciatura del ricorso né una conferma piena degli atti del Comune: indica solo che non c’è più interesse a proseguire il giudizio.
