La Nuova Sardegna

Oristano

Il processo

Uccise la figlia Chiara Carta, le parole choc della madre: «Mi spingeva la voce del diavolo, la dovevo salvare»

di Michela Cuccu
Uccise la figlia Chiara Carta, le parole choc della madre: «Mi spingeva la voce del diavolo, la dovevo salvare»

Nell’udienza in Corte d'Assise per il delitto della tredicenne a Silì si esamina il quadro clinico di Monica Vinci

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Oristano Uno scenario agghiacciante emerge durante l’udienza di oggi, mercoledì 22 aprile, per l’omicidio della tredicenne Chiara Carta, la ragazzina uccisa dalla madre 54enne Monica Vinci nella casa di via Martiri del Congo a Silì a il 18 febbraio del 2023. Nel verbale dell’interrogatorio della madre fatto qualche mese dopo il delitto sono contenute queste parole: «II vicino di casa guardava mia figlia. È un maniaco: la voleva violentare. La voce del diavolo mi spingeva a fare cose brutte a mia figlia, la dovevo salvare». A renderlo noto in aula è la presidente della Corte di Assise di Cagliari nel momento in cui ha chiesto al perito se questo sia un «elemento per stabilire la totale o la parziale incapacità di intendere e di volere della madre imputata». L’udienza è infatti dedicata all’audizione di periti e consulenti che hanno il delicato compito di stabilire quale fosse la situazione di salute mentale di Monica Vinci, che uccise con 36 coltellate la figlia Chiara Carta. Il tribunale si trova a dover decidere se andare avanti col processo o stabilire la non imputabilità della madre che non sta prendendo parte all’udienza. Stefano Ferracuti, Il consulente nominato dal pubblico ministero Valerio Bagattini, in aula ha confermato che la donna è una paziente con spettro del disturbo schizofrenico e, dunque, al momento dell’omicidio sarebbe stata parzialmente in grado di intendere e di volere. Lo stesso consulente ha spiegato che Monica Vinci – è assistita al processo dall’avvocato Gianluca Aste – non riuscì a contenere la rabbia, ma che poi, nel momento in cui si rese conto della gravità del gesto compiuto, salì al primo piano della casa per gettarsi giù dal balcone con l’intenzione di suicidarsi senza però riuscirci.

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