Mercato comunale: progetto da cambiare, ma la procedura può andare avanti – Cosa c’è da modificare
Evitato lo stop dopo la mediazione tra Comune e Soprintendenza
Oristano Fumata bianca, anche se la struttura non ha comignoli. La procedura si allunga inevitabilmente, ma è scongiurato uno stop dai tempi biblici o, peggio, una battuta di arresto sine die. L’incontro tra il Comune e la Soprintendenza produce frutti e lascia ancora aperta qualche speranza di vedere mandare in appalto i lavori di rifacimento del vecchio mercato di via Mariano e via Mazzini sin dalla fine dell’anno. Bisognerà comunque fare le corse perché il progetto appena presentato pubblicamente alla cittadinanza subirà delle modifiche importanti, ma non sarà stravolto nelle cubature e soprattutto non è destinato ad arenarsi. Cambierà volto rispetto a come lo avevano pensato gli ideatori Silvano Vedelago e Costantino Soddu perché l’apposizione obbligatoria del vincolo storico sull’edificio impone dei cambiamenti. I rilievi di cui si è parlato nei giorni scorsi sono stati fatti de visu ai responsabili comunali dal sovrintendente, l’ingegnere Paolo Margaritella, proprio nella riunione di ieri mattina, alla quale, oltre ai progettisti e al responsabile dell’Ufficio tecnico Alberto Soddu, ha preso parte l’assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Licheri.
L’elenco delle cose da modificare nel disegno non è lungo, ma si tratta pur sempre di correzioni pesanti rispetto a quanto era stato pensato. La Soprintendenza ha ribadito che va salvaguardata la struttura originaria del mercato, quel nucleo primo che ha più di settant’anni e per il quale il vincolo storico non può essere assolutamente aggirato. In particolare la copertura a volta e una serie di punti luce, ma anche qualche elemento architettonico delle facciate e del prospetto esterno, non possono essere accettati nella loro nuova versione. Non ci sono stati invece rilievi sulle modifiche alle parti edificate successivamente al corpo principale eseguite quando il mercato civico fu ampliato né sul disegno degli spazi esterni che sono stravolti rispetto agli attuali, ma che non sono al centro di osservazioni.
Un discorso a parte va fatto per la fontana, opera d’arte figlia dell’estro creativo di Antonio Corriga, su cui la Soprintendenza ha ugualmente posto l’accento e chiesto un occhio di riguardo, ma questo è un aspetto che il Comune avrebbe comunque affrontato separatamente e con la massima attenzione, per cui non andrà a intralciare il percorso che porterà all’opera di ristrutturazione di quello che oggi ha tutte le sembianze di un rudere. L’assessore Gianfranco Licheri si è mostrato soddisfatto per l’avvio della mediazione e il dialogo che si è instaurato con la Soprintendenza e ribadisce: «L’obiettivo rimane quello di arrivare in tempi brevissimi ad avere il progetto esecutivo pronto per poi avviare la conferenza di servizi che dovrà valutarne la bontà. Siamo certi che la revisione del progetto sulla base delle indicazioni fornite non richiederà troppo tempo, per cui mantengo viva la speranza che entro l’anno si possa mandare tutto in appalto». Certo è che bisognerà fare le corse.
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