La Nuova Sardegna

Oristano

Verso il voto

Un candidato lascia e la corsa è solitaria: l’insolita sfida al quorum

di Maria Antonietta Cossu
Un candidato lascia e la corsa è solitaria: l’insolita sfida al quorum

Oltre 4mila abitanti in paese potranno eleggere la loro prima sindaca donna: serve arrivare e superare la quota dello sbarramento

3 MINUTI DI LETTURA





Ghilarza Pragmatismo, concretezza, trasparenza: si presentano con queste credenziali i candidati di Uniti per crescere. Non promettono ricette miracolose, ma dedizione alle questioni di ordine pratico percepite come prioritarie dai cittadini e determinazione a risolvere i problemi che si ripercuotono sulla vivibilità di un centro di quasi 4.000 abitanti. Obiettivi che si tradurranno nella cura e nella valorizzazione del verde, del demanio e del patrimonio immobiliare dell’ente, nel completamento di opere e nella realizzazione di progetti già finanziati. «Nell’immediato ci occuperemo del decoro urbano, della viabilità interna e rurale e dell’illuminazione pubblica di Ghilarza e di Zuri, dove ancora esistono zone al buio o non adeguatamente servite», anticipa la capolista e referente dell’attuale minoranza, Eugenia Usai, che rifugge i grandi proclami: «È inutile mettere in campo nuove iniziative se prima non saranno portati a termine i cantieri aperti e non verrà data attuazione agli investimenti programmati. Lavoro nella pubblica amministrazione da trent’anni e so che rappresenterebbero parole al vento. Prima di pianificare nuovi interventi cercheremo di ultimare le incompiute e risolvere tutte le questioni in sospeso».

Vietato parlare di massimi sistemi, dunque, persino quando il discorso cade sul problema dei problemi: lo spopolamento e l’effetto domino sui servizi: «Ghilarza non è immune dal fenomeno e per cercare di contrastarlo ricorreremo alle misure finanziate dalla Regione per trattenere o attrarre nuovi residenti, ad esempio gli incentivi economici destinati alle attività produttive, all’acquisto o alla ristrutturazione delle abitazioni», spiega la candidata sindaca, che prospetta un’ulteriore possibilità: «Un punto imprescindibile sarà il completamento delle case del centro storico a canone moderato: è urgente finire i lavori, metterle a bando e assegnarle. Ma per fermare lo spopolamento dobbiamo offrire a famiglie e giovani anche servizi educativi stabili e luoghi d’incontro». In questo ragionamento entra di diritto il tema della sanità: «La difesa del Delogu e della rete locale di cura e assistenza presupporrà la costante interlocuzione con il comitato civico, i vertici Asl e la Regione. Attendiamo anche di vedere gli sviluppi della rivoluzione sui medici di base operata dal ministero della salute».

Nel manifesto elettorale, il Comune non figura mai slegato dalla frazione Zuri: «Non la chiamo frazione, ma paese», corregge subito la capolista rimarcando: «Merita lo stesso trattamento di Ghilarza, perciò riserveremo la medesima attenzione alle opere e alle infrastrutture di entrambi. In più, ci adopereremo per portare a Zuri la fibra ottica». Tra gli altri punti cardine del programma si segnalano la collaborazione con l’Unione del Guilcier per il raggiungimento di obiettivi e servizi condivisi e l’attivazione di un canale di comunicazione diretto con la popolazione, attraverso il quale ricevere anche segnalazioni su qualunque disservizio. «Quello dell’informazione è un aspetto fondamentale – afferma Eugenia Usai –. Non avendo una minoranza, saranno i cittadini la nostra opposizione». L’assenza di antagonisti comporterà per la coalizione l’obbligo di incamerare 1.392 schede sulle potenziali 3.480, Un obiettivo apparentemente abbordabile: «Per le comunali hanno sempre concorso almeno due liste e l’assenza di competitori non è una condizione auspicabile. Forse denota un senso di sfiducia nelle istituzioni», è l’analisi della candidata, potenziale prima sindaca della storia del paese, «Ma confidiamo nel buon senso degli elettori, perché esercitare il diritto di voto è un principio sancito dalla Costituzione. Spetterà ai cittadini decidere se affidare a noi la gestione della cosa pubblica o delegare un estraneo che non deve rispondere a nessuno del proprio operato e magari non conosce il paese e le sue esigenze». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La vicenda

Viaggio da incubo sulla nave da Porto Torres a Tolone: panico tra i passeggeri, tavoli ribaltati e scontri tra le auto nei garage – Il video a bordo

Le nostre iniziative