La Nuova Sardegna

Oristano

Ambiente

Il piccolo re delle dune sta scomparendo – L’allarme

Il piccolo re delle dune sta scomparendo – L’allarme

Un uccello in via di estinzione e la mobilitazione per salvaguardare la specie: in Sardegna il presidio più importante

2 MINUTI DI LETTURA





Oristano La provincia di Oristano si conferma uno dei territori chiave per la tutela del fratino, il piccolo trampoliere simbolo delle spiagge naturali mediterranee sempre più minacciato dall'impatto delle attività umane. È proprio dall’Oristanese che passa una parte importante del progetto europeo Life Alexandro, iniziativa cofinanziata dall'Unione Europea che punta a fermare il declino della specie e a promuovere un modello di turismo costiero più sostenibile. Il fratino, classificato come specie “in pericolo”, ha subito un drastico calo negli ultimi vent’anni: dalle circa 1.300-2.000 coppie nidificanti censite nel 2004 si è passati a circa 500 nel 2023. La Sardegna rappresenta oggi una delle ultime roccaforti della specie, ospitando circa il 30 per cento della popolazione italiana. E proprio l’Oristanese detiene il primato regionale per numero di coppie nidificanti. Nel territorio provinciale sono coinvolti due dei tre siti sardi inseriti nel progetto: lo stagno di Sale ‘e Porcus, nel comune di San Vero Milis, e lo stagno di Mistras, a Cabras. Il coordinamento regionale è affidato a Gabriele Pinna, delegato provinciale della Lipu di Oristano, che insieme a diciotto volontari segue le attività di monitoraggio e tutela della specie. Le operazioni comprendono la sorveglianza dei nidi, la protezione delle covate dai predatori naturali attraverso speciali gabbiette monitorate con fototrappole, attività di sensibilizzazione rivolte ai frequentatori delle spiagge e interventi di raccolta della plastica lungo i litorali.

Al momento, spiegano dalla Lipu, le forti piogge registrate nei mesi scorsi hanno mantenuto elevati i livelli d'acqua negli stagni di Sale ‘e Porcus e Mistras, rendendoli poco favorevoli alla nidificazione del fratino. Per questo l'attenzione è concentrata soprattutto sul litorale di Arbus, terzo sito sardo coinvolto nel progetto. Secondo gli esperti, le principali minacce per il fratino sono il turismo balneare intensivo, il calpestamento accidentale dei nidi, la presenza di cani lasciati liberi sulle spiagge e la pulizia meccanica degli arenili.

La salvaguardia di questo piccolo uccello va però ben oltre la tutela di una singola specie: la sua presenza è infatti considerata un importante indicatore della qualità ambientale delle spiagge e degli ecosistemi dunali. Life Alexandro interesserà complessivamente oltre 400 chilometri di costa italiana in dieci regioni e coinvolgerà 51 siti della rete Natura 2000, con l'obiettivo di dimostrare che conservazione della biodiversità e sviluppo turistico possono convivere attraverso una gestione più attenta e sostenibile del litorale. (cat.co.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il dramma

Choc ad Alghero, donna segregata in casa dal marito che le rasa i capelli: arrestato

di Luca Fiori
Le nostre iniziative