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Oristano

L’iniziativa

Talassemia: l’appello alle donazioni delle vecchie glorie del calcio sardo parte dal campo

di Paolo Camedda
Talassemia: l’appello alle donazioni delle vecchie glorie del calcio sardo parte dal campo

Emergenza sangue da combattere a suon di calci al pallone: domenica 14 giugno l’evento di sensibilizzazione

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Oristano Mille pazienti talassemici trasfusione-dipendenti, 32mila unità di sangue importate ogni anno da altre regioni e un fabbisogno sardo che continua a crescere. Dalla sala consiliare della Provincia di Oristano si alza forte l’appello alla donazione durante l’evento che si è svolto questa mattina sabato 6 giugno e intitolato “La talassemia: l’importanza di donare il sangue”. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani e ai potenziali nuovi donatori, indispensabili per garantire le trasfusioni ai pazienti talassemici e a tutti coloro che necessitano quotidianamente di sangue. Un invito che le vecchie glorie del Calcio Sardo porteranno domenica 14 giugno sui campi di Sa Rodia, dove sono attesi circa 300 ex calciatori da tutta l'isola.

In Sardegna, una delle regioni europee con la maggiore incidenza della malattia, il tema della talassemia è particolarmente sentito. Come evidenziato dal medico ortopedico Paolo Porcella, moderatore dell’incontro, la diffusione della malattia rappresenta una delle eredità lasciate dalla malaria, per secoli diffusa nelle zone umide e in modo particolare in quelle dell'Oristanese. «Nell’isola – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale di Oristano, Giuseppe Puddu – i portatori sani sono stimati intorno all’11 per cento della popolazione, nell’Oristanese il dato sale al 13 per cento».

A tracciare il quadro della situazione è stato Pietro Manca, direttore del Centro regionale di coordinamento delle attività trasfusionali e del Servizio immunotrasfusionale dell’Aou di Sassari. «Nella nostra regione abbiamo circa 1.600 pazienti affetti da emoglobinopatie e un migliaio di talassemici trasfusione-dipendenti. Il 45 per cento del sangue raccolto è destinato a loro. Ogni paziente necessita mediamente di due sacche di sangue ogni quindici giorni. Nel 2025, a fronte di 107mila unità trasfuse, ne abbiamo prodotte soltanto 75mila e siamo stati costretti a importarne 32mila da altre regioni, con un costo di circa 7 milioni di euro per il sistema sanitario regionale». Il medico ha poi concluso: «La talassemia è una malattia del passato, del presente e del futuro».

Sulla realtà specifica dell'Oristanese si è soffermato Mauro Murgia, direttore del Centro trasfusionale del San Martino. «Seguiamo circa 80 pazienti emoglobinopatici, dei quali 64 trasfusione-dipendenti. Raccogliamo circa 8.700 unità di sangue all’anno, siamo autosufficienti e riusciamo a cederne tra mille e millecinquecento agli altri centri regionali». Intanto la ricerca fa importanti progressi. «La terapia genica sta aprendo concrete prospettive di guarigione per una parte dei pazienti tra i 12 e i 35 anni – hanno spiegato i due medici –, anche se il fabbisogno di sangue continua a rendere indispensabile il contributo dei donatori». Massimiliano Vinci, segretario regionale di Thalassa Azione, ha sottolineato: «Parlare di donazioni significa parlare di vita. Per chi convive con la talassemia il sangue non è un'emergenza occasionale, ma una necessità costante e indispensabile». Ideatore dell'iniziativa è stato Mauretto Pala, rappresentante delle vecchie glorie della Tharros, la storica squadra di Oristano, che ha raccontato di aver perso una sorella a causa della malattia.

Al convegno sono intervenuti anche Antonio Mura, presidente delle vecchie glorie del calcio sardo, il consigliere provinciale Antonio Iatalese e l’assessore comunale allo Sport Antonio Franceschi

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