Piano idrogeologico archiviato, l’ex assessore al contrattacco: «Mai nascosto nulla, ora denuncio»
Ivano Cuccu replica agli ex compagni di maggioranza che lo accusano di aver occultato la mancata approvazione del PAI
Oristano A calcio lo si chiamerebbe rovesciamento di fronte. L’ex assessore Ivano Cuccu ruba palla e riparte fornendo una narrazione opposta a quella che hanno dato i suoi ex compagni di viaggio di maggioranza sulla vicenda del mancato adeguamento del Piano di assetto idrogeologico. È stato “archiviato” dalla Regione a gennaio per mancanza di una serie di indirizzi che erano stati richiesti ai tecnici incaricati di redigerlo e controllarne l’effettiva bontà. Da allora sino all’articolo della Nuova Sardegna della scorsa settimana, il caso che andrà a impattare su tutta l’urbanistica cittadina era passato sotto silenzio. Da qualche giorno, una volta che il vaso di Pandora è stato scoperchiato, è finito nella centrifuga di critiche pesantissime proprio l’ex assessore a cui il sindaco Massimiliano Sanna diede il benservito a inizio marzo. Incassato il colpo, Ivano Cuccu non è andato al tappeto, ma ha deciso di ribattere dopo una mattina di riflessioni: «La nota regionale del 15 gennaio 2026 non mi è mai stata notificata né trasmessa. Tale circostanza è oggettivamente verificabile attraverso il protocollo generale dell’ente o i flussi documentali dell’Ufficio Urbanistica».
È il primo colpo con cui ribatte a chi, come l’attuale assessore Paolo Angioi che gli è succeduto o il presidente della commissione Fulvio Deriu, gli imputa di aver volutamente nascosto il caso che ha anche fatto emergere le preoccupazioni dell’Ordine degli Ingegneri. Poi arriva il momento in cui attribuire le colpe, ricordando che le date non mentono: «È dirimente evidenziare che dal 2 marzo 2026 non ricoprivo più l’incarico di assessore e pertanto non avevo più alcuna competenza né responsabilità amministrativa sulla gestione delle pratiche in oggetto», provvedimenti sulla cui origine si sofferma a lungo riepilogando le varie fasi burocratiche che dal 2006 hanno portato la Regione a formulare il Piano di assetto idrogeologico e la revisione del reticolo idrografico comunale, disciplinati da specifiche norme tecniche. Ed è proprio in seguito alla lettura delle linee guida regionali che «emerge chiaramente che l’archiviazione non è frutto di una scelta politica, ma di una carenza documentale. La pratica è stata chiusa perché non corredata degli elementi necessari per la conclusione dell’istruttoria».
Insomma, la politica certo potrà avere le sue colpe, ma chi si deve occupare degli aspetti tecnici sono i dirigenti e i funzionari degli uffici comunali deputati a gestire quel determinato settore, in questo caso l’urbanistica. Poi arriva il tempo delle domande, quelle che Ivano Cuccu si pone o, meglio, pone lasciando sottintendere anche la risposta a chi ha visto in lui il responsabile di tutto questo pasticcio urbanistico: «Perché si attribuisce al sottoscritto una responsabilità su un atto mai comunicato formalmente? Perché chi ha assunto le deleghe dal 2 marzo 2026 in poi non ha informato cittadini e consiglio comunale per oltre tre mesi? Perché si omette di chiarire che si tratta di un’archiviazione tecnica per incompletezza istruttoria e non di una bocciatura nel merito?»
Dai punti interrogativi si passa poi alle considerazioni che poggiano su fatti concreti: «Tra la presunta ricezione della nota e la mia cessazione dall’incarico è trascorso oltre un mese, successivamente la gestione è passata ad altri amministratori per un periodo ben più lungo. Alla luce del principio di continuità amministrativa, risulta quanto meno singolare concentrare ogni responsabilità su chi non era più in carica». E poi, come diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, l’ex assessore butta sul tavolo alcuni dubbi: «Appare inoltre una coincidenza significativa che la notizia venga resa pubblica nello stesso giorno del mio ingresso nel partito Futuro Nazionale. Sarà l’opinione pubblica a valutare se si tratti di un caso».
La chiosa è anche un avviso ai naviganti: «Respingo con fermezza ogni accusa di occultamento. Nel corso del mio mandato ho sempre operato nel rispetto delle norme, dei principi di trasparenza amministrativa e dell’interesse pubblico. Per tali ragioni, ho dato mandato al mio legale di tutelare la mia persona nelle sedi competenti, alla luce delle possibili ipotesi di diffamazione a mezzo stampa. Ai cittadini garantisco che continuerò ad agire con responsabilità e trasparenza, nell’interesse esclusivo della comunità, contrastando la politica della gogna mediatica nel rispetto della dignità umana». Forse il tempo delle dichiarazioni a mezzo stampa può considerarsi concluso, non certo quello dello scontro politico sul Piano di assetto idrogeologico che, prima o poi, arriverà anche a essere discusso in consiglio comunale dopo l’interpellanza della minoranza di centrosinistra. Qualcuno dovrà pur assumersi le responsabilità di questo passo falso.
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