La Nuova Sardegna

Olbia

Il disagio

Emergenza blackout, nel borgo a 5 stelle, case e ristoranti al buio per quattro giorni di fila: «Non ne possiamo più»

di Carolina Bastiani
Emergenza blackout, nel borgo a 5 stelle, case e ristoranti al buio per quattro giorni di fila: «Non ne possiamo più»

I cittadini sono esasperati da una situazione che va avanti da anni

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San Pantaleo A San Pantaleo sta prendendo piede una nuova moda. Se le 18 sono l’ora dell’aperitivo, le 19 sono quella del blackout. Abitazioni e attività commerciali per un totale di 46 utenze restano al buio. Niente elettricità e quindi niente acqua e niente aria condizionata per ore. Con tutto quello che ne consegue: perdita di incassi per le attività – si ricorda che molte sono stagionali e il grosso del lavoro si concentra nei mesi estivi – e aumento dei rischi per la salute, soprattutto per le persone più fragili, viste le alte temperature. Uno scenario da Medioevo, che mal si addice alla fama di borgo a cinque stelle che il paese si è guadagnato. E infatti il danno è anche di immagine, con malumori dei clienti che spesso si traducono in recensioni negative. Il fatto si è verificato per ben quattro giorni consecutivi, dal 25 al 28 giugno a cui è seguita una pioggia di segnalazioni e chiamate all’Enel che ci avrebbe messo solo una pezza. In realtà, però, la situazione si trascina da tempo. E i cittadini non ne possono più.

Alcune testimonianze

«Io sono la persona più pacifica del mondo, ma non posso tornare a casa la sera e piangere». Esordisce così Fabio Casella, amministratore delegato della società Fresco srl, che su via Zara, la via principale del paese, ha un ristorante. L’esasperazione, come gli altri titolari di attività commerciali, è legata alle difficoltà di pagare dipendenti, fornitori, saldare spese. «Le perdite sono enormi – spiega – solo in quattro giorni ho perso migliaia di euro. Una di queste serate avevo 69 prenotati: ne ho fatti 8». E pure a malapena, perché spesso la corrente va via durante la consumazione. «Non tutti capiscono la situazione e molti vorrebbero non pagare. Ho ricevuto un’e-mail davvero brutta». Per non parlare della materia prima che finisce nei cassonetti. «Di tonno, per dirne una, ne sto buttando tantissimo». Stessa situazione poco più su, nella stessa via, dove Tiziana Fae, titolare di Il buon gelato artigianale, sta buttando chili e chili di gelato squagliato. «Stiamo cercando di salvare il salvabile – dice –. Immaginate la difficoltà nel tenere accesa la cella del laboratorio. Ieri sera ho deciso di vendere anche al buio». Dall’altra parte della via, la musica è la stessa. «Ogni sera temiamo di dover mandare via i clienti – dice Graziano Secchi, gestore del ristorante L’assaggio e della locanda Sant’Andrea –. Dentro l’albergo è un delirio – dice – le camere rimangono senz’acqua perché funzionano con l’autoclave. Per non parlare poi del caldo: alcuni clienti si sono buttati in piscina ieri sera perché i climatizzatori non funzionavano». Un disagio serio, soprattutto con le alte temperature di questo periodo, che chiaramente non risparmia nemmeno le case private, dove anzi, situazioni delicate come quelle degli anziani con problemi di salute potrebbero aggravarsi.

Causa e precedenti

Una situazione che è la conseguenza del boom del borgo, dove nel tempo sono aumentati servizi e strutture ricettive anche molto grandi, e, in generale utenze, e con essi la domanda di elettricità. La zona dove si verificano i disagi che corre lungo via Zara, l’arteria principale del paese, il vicolo A e via La Petra Sarda, è servita da una cabina ormai in evidente stato affanno. Il punto, però, è che la situazione, nota da anni sia all’Enel che alle istituzioni, si trascina dal 2019, e non riguarda solo l’estate. Lo dimostrano le numerosissime chiamate fatte dai cittadini nel 2025 a gennaio, febbraio, aprile, novembre; a dicembre è mancata per ben cinque volte. Tutto appuntato nell’ormai grande registro delle segnalazioni. E dunque ci domanda come mai non si è intervenuti prima. In realtà, durante l’inverno appena trascorso sono partiti i lavori per aumentare la potenza della cabina incriminata; peccato però che le uniche conseguenze siano un cantiere ancora aperto e una traccia che corre lungo l’asfalto. Ci si chiede dunque se una situazione provvisoria che almeno consenta di affrontare l’estate sia possibile. Tra l’altro, San Pantaleo non è l’unica a pagare questo tipo di disservizio: nei giorni scorsi diversi problemi si sono verificati anche a Olbia e ad Arzachena. Nel Comune della Costa Smeralda, in particolare, il disagio ha riguardato via San Pietro per cinque giorni di fila, con lo stesso tipo di disagi per le attività e i cittadini. 

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