Dermatite nodulare bovina contagiosa: nuovo focolaio in un allevamento – Ecco dove
La conferma è arrivata dopo le analisi di laboratorio. Al via gli abbattimenti e le misure di protezione
Samugheo Primo caso del 2026 di dermatite nodulare contagiosa bovina in provincia di Oristano. Il virus è stato riscontrato in un allevamento del Barigadu composto da nove capi, dove uno degli animali ha manifestato nei giorni scorsi i sintomi tipici della malattia, tra cui la comparsa di noduli cutanei diffusi su tutto il corpo. Dopo la segnalazione, i veterinari del Servizio di Sanità animale della Asl 5 hanno eseguito i prelievi, successivamente inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. Nella mattinata di oggi, giovedì 9 luglio, è arrivata la conferma ufficiale: si tratta di dermatite nodulare contagiosa, nota anche come Lumpy Skin Disease (LSD). In applicazione della normativa europea, tutti i nove bovini presenti nell'azienda saranno abbattuti nei prossimi giorni. Contestualmente la Regione Sardegna ha istituito una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri dall'allevamento interessato, con il blocco della movimentazione dei bovini nell'area sottoposta a restrizioni.
Un dato che rafforza l’importanza della profilassi riguarda proprio l'animale risultato positivo: era infatti l’unico capo non vaccinato presente nell’allevamento. La campagna vaccinale contro la dermatite nodulare, condotta dal Servizio di Sanità animale della Asl 5, è ancora in corso e proseguirà fino all’autunno. Finora è stato immunizzato circa il 60 per cento del patrimonio bovino provinciale, che conta complessivamente circa 60mila capi. Lo scorso anno la copertura vaccinale nell'Oristanese aveva raggiunto il 99 per cento degli animali allevati. Nel 2025 erano stati registrati due casi della malattia, in aziende zootecniche di Cuglieri e Paulilatino. «Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo facciano al più presto. Il vaccino rimane l’unica arma per evitare che il virus arrivi nelle aziende», è l’appello lanciato dal direttore del Servizio di Sanità animale della Asl 5, Enrico Vacca. Il responsabile veterinario invita gli allevatori a completare la vaccinazione preferibilmente entro agosto: «Non bisogna avere paura del vaccino. Insieme al controllo dei movimenti degli animali e all’utilizzo degli antiparassitari, rappresenta lo strumento più efficace per contrastare la diffusione della malattia. Gli effetti collaterali riscontrati rientrano pienamente nella norma».
Accanto alla vaccinazione, le autorità sanitarie richiamano l’attenzione sulle misure di biosicurezza. «È fondamentale garantire una pulizia accurata delle strutture e disinfettare stalle, concimaie e letamai, ambienti in cui proliferano gli insetti vettori del virus», spiega Giuseppe Sedda, direttore del Servizio veterinario di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Asl 5. Le indicazioni riguardano anche la sanificazione dei mezzi che trasportano animali, mangimi e latte, oltre che delle attrezzature e degli indumenti utilizzati negli allevamenti. Raccomandata inoltre la riduzione al minimo degli accessi esterni e l’impiego di insetticidi larvicidi e adulticidi per contenere la popolazione di insetti che contribuiscono alla diffusione della patologia. Per supportare gli allevatori, il Servizio di Sanità animale della Asl 5 ha predisposto una scheda informativa dedicata alla dermatite nodulare bovina, disponibile sul sito dell'azienda sanitaria insieme a due video di approfondimento. Per informazioni, consulenze o segnalazioni di casi sospetti è possibile contattare il Servizio veterinario di Sanità animale nelle sedi di Oristano, Ales e Ghilarza.
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