Crepe nelle pareti dopo i lavori, la via bloccata per un anno e il palazzo dichiarato inagibile: scoppia la guerra tra i condomini
Una lite tra i proprietari che va avanti senza sosta con tanto di guerra di perizie
Bosa Pareti che scricchiolano e rischiano di venire giù. Strada bloccata per un anno intero con annessi disagi subiti anche da chi in questa storia nulla c’entra, come i vicini di casa o chi risiede in quella strada. Lite tra condomini che va avanti senza sosta con tanto di guerra di perizie in tribunale e una soluzione che lascerà inevitabilmente qualche scontento sul terreno. Via Santa Croce è diventata una succursale della più classica delle liti tra proprietari che ora il tribunale di Oristano sta dipanando non senza ulteriori code polemiche dopo che era stato sollecitato l’intervento dell’Ufficio tecnico che non è mai arrivato, tanto da far seguire a quel sollecito una richiesta di intervento della procura. Anche di questa non ci sono tracce, perché evidentemente non è stato ritenuto che ci fossero profili penali e quindi la causa civile si è innestata sulla vicenda. Intanto per mesi gli accessi alla via sono stati del tutto bloccati e i disagi sono stati il pane quotidiano.
Bisogna fare un salto indietro e tornare a un anno fa, quando il proprietario di una delle sei abitazioni, di cui due appartenenti alla stessa persona, esegue dei lavori alla copertura e al tetto. Proprio in quel momento una delle pareti esterne mostra delle crepe evidenti, segnale che il crollo potrebbe essere imminente. L’intero immobile è dichiarato inagibile, eccezion fatta per qualche porzione, e la coincidenza sospetta tra i preoccupanti distaccamenti murari e i lavori fa subito puntare il dito contro chi quei lavori stava eseguendo. Si controlla se ci siano autorizzazioni, ma queste non vengono fuori.
Fatto sta che il problema principale rimane l’inagibilità. Marco Salaris, l’amministratore di condominio, si prodiga nella presentazione di istanze e richieste a più parti perché si ponga rimedio alla situazione e si eseguano i lavori di messa in sicurezza della palazzina, ma sono richieste vane. Il proprietario dei due appartamenti in cui erano in corso i lavori non dà segni di vita e dagli uffici non arrivano risposte.
Si finisce in tribunale, dove una prima risposta sembra dare ragione ai condomini che chiedevano l’intervento riparatore, poi, nel momento in cui viene presentato ricorso da parte dell’indiziato numero uno e si compone un nuovo collegio, ecco che c’è un ribaltamento di fronte. Nella relazione il consulente tecnico nominato dal tribunale non chiarisce le cause e non attribuisce responsabilità, se non a un generico mancato restauro generale dell’edificio.
Così si è arrivati a una proposta di conciliazione in cui ciascuno dovrebbe pagare per millesimi, soluzione che ha lasciato l’amaro in bocca a chi ritiene di non avere alcuna colpa. L’unica nota positiva per tutti è che finalmente via Santa Croce sarà riaperta in tempi brevi e che, una volta terminati i lavori di consolidamento, l’edificio sarà di nuovo abitabile. Anche se a pagare saranno tutti. (e.carta)
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