Ricerca, sostenibilità e tutela climatica: la cultura scende in campo
La Fondazione Mont'e Prama stringe un’alleanza strategica con la Riserva della Biosfera Mab Unesco del Monte Peglia, in Umbria
Cabras La Fondazione Mont'e Prama stringe un’alleanza con la Riserva della Biosfera Mab Unesco del Monte Peglia, in Umbria, per mettere in rete patrimonio culturale e naturale e sviluppare iniziative comuni sul fronte della ricerca, della sostenibilità e della tutela climatica. I due enti hanno sottoscritto un protocollo di cooperazione che porterà, tra i primi risultati, anche all’adesione della Fondazione al progetto internazionale "Peace", con la Sardegna chiamata a diventare uno dei territori di studio sulla resilienza delle comunità di fronte alle transizioni climatiche. L'accordo apre alla realizzazione di iniziative comuni in diversi campi: dalla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale alla ricerca scientifica, passando per gli scambi culturali, il turismo sostenibile ed enogastronomico, il sostegno alle imprese attente alla sostenibilità e la cooperazione internazionale. L'obiettivo è anche coinvolgere maggiormente le comunità nelle trasformazioni legate al clima e sperimentare nuove forme di gestione capaci di tenere insieme la tutela del patrimonio naturale e di quello culturale.
Il protocollo si inserisce nel percorso tracciato dall’Hangzhou Strategic Action Plan, il piano dell’Unesco che indica tra le priorità la collaborazione tra patrimonio culturale e naturale. È proprio in questo quadro che la Fondazione aderisce al progetto Peace, promosso dalla Riserva Mab Unesco del Monte Peglia e coordinato scientificamente da Monica Mazza, professoressa ordinaria di Psicometria all’Università dell’Aquila. Il progetto studia il modo in cui le popolazioni reagiscono alle crisi e alle emergenze climatiche e punta a individuare gli strumenti che possono aumentarne la capacità di adattamento. Peace ha ottenuto il patrocinio Idssd dell’Unesco ed è stato selezionato tra 51 progetti su scala mondiale. All'iniziativa hanno già aderito, tra gli altri, la Fondazione Aquileia, la Riserva Mab Unesco delle Alpi Giulie italiane, la Provincia autonoma di Bolzano e il Comune di Perugia.
L'ingresso della Fondazione Mont'e Prama offre ora la possibilità di estendere anche alla Sardegna, individuata dai promotori come un possibile "hub" di ricerca sui rapporti tra comunità, territorio e cambiamenti climatici, lo studio e il confronto scientifico. «È un progetto importante – sottolinea il direttore della Fondazione Mont'e Prama, Luca Cheri – e ci interessa per la domanda che pone: come le comunità attraversano le transizioni climatiche e dove trovano le radici della resilienza. È una domanda vicina anche a noi, che lavoriamo tra un museo e un paesaggio dove il legame con la terra è antico e ancora vivo». La collaborazione mette così in relazione due realtà molto diverse: da una parte la Fondazione Mont'e Prama, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e paesaggistico del Sinis e dei Giganti; dall'altra la Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia. «La tutela dei patrimoni naturali e culturali – dichiarano il presidente della Riserva Mab Unesco del Monte Peglia, Francesco Paola, e il presidente della Fondazione Mont'e Prama, Anthony Muroni – chiede oggi nuove forme di collaborazione e una visione d'insieme capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo». Secondo i due enti l'accordo rafforzerà il ruolo dei patrimoni Unesco come punti di una rete internazionale capace di collaborare nella tutela dell'ambiente e nella risposta alle crisi climatiche, con lo sguardo sempre rivolto alle future generazioni.
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