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Estate in Sardegna, dal rave nell’area protetta all’invasione degli ombrelloni “segnaposto”: ecco l’albo d’oro dei cafoni 2026

Estate in Sardegna, dal rave nell’area protetta all’invasione degli ombrelloni “segnaposto”: ecco l’albo d’oro dei cafoni 2026

Poi gli amanti dei “souvenir” e il pranzo sulla spiaggia di Talmone con tavoli, sedie e camerieri

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La Sardegna produce ogni estate due cose in quantità industriale: bellezza e prove video. La bellezza sta lì da qualche milione di anni. Le prove arrivano puntuali da metà giugno, in formato verticale, girate da qualche residente esasperato dai comportamenti di qualche cafone.

Gli ombrelloni segnaposto

Non fa il bagno: occupa. Considera l’arenile una scacchiera e sé stesso Kasparov. Peccato che l’articolo 3 dell’Ordinanza balneare 2026 vieti di riservarsi il posto con attrezzature lasciate incustodite, anche di notte. Così la Stazione Forestale di Trinità d’Agultu, con i barracelli di Badesi e una flotta di quad e carrelli, nella notte tra il 18 e il 19 agosto, ha ripulito la spiaggia: 97 ombrelloni, 109 sdraio, due tavole da surf, cinque sedie pieghevoli e vari giochi per bambini. Due sanzioni. Il bottino sembra l’inventario di un negozio, ma erano solo dei segnaposto. Come al matrimonio, ma senza bomboniera e senza invito.

Gli amanti dei “souvenir”

In servizio permanente effettivo da giugno a settembre, amano così tanto la Sardegna che se ne portano via un pezzo: sabbia nelle bottiglie dell’acqua, conchiglie nei calzini, ciottoli nel bagaglio a mano. Dal 2017 è vietato, e il “ricordino” può costare dai 500 ai 3.000 euro.

L’invasione degli yacht a Cala Coticcio

In un video del 10 agosto, si contavano 135 imbarcazioni, tra gommoni, vele, catamarani e yacht, tutte ammassate davanti alla cala. Ricordiamo che a Cala Coticcio via terra entrano sessanta persone al giorno, in quattro scaglioni da quindici, accompagnate da una guida. Numero chiuso a terra, ipermercato in acqua. La presidente del Parco nazionale di La Maddalena, Rosanna Giudice, ha rinunciato al linguaggio istituzionale e le ha definite “cavallette”. Difficile fare di meglio.

Il pranzo sulla battigia a Palau

È ferragosto. Un gruppo di persone scende da un mega-yacht con i tender, sbarca sulla spiaggia di Talmone. Poi montano tavoli e gazebo e si pranza serviti. Tovaglia, portate, presumibilmente il vino alla giusta temperatura. Chi passa lì davanti guarda, scatta una foto che diventa virale in poche ore e parte una delle polemiche dell’estate sarda. La foto era stata diffusa dalla pagina “Amici di Talmone”. Il resto della spiaggia guarda addentando un panino al tonno con la sabbia dentro, che poi è la vera cucina identitaria di questa terra.

Il dj di Mortorio

Isola in tutela integrale, acque nella fascia a protezione massima del Parco di La Maddalena. Qualcuno ha caricato su un natante un impianto di amplificazione professionale, tastiera e microfono, e ha aperto le danze: decine di barche affiancate, gente che balla, discoteca a mollo. È arrivata la motovedetta della Guardia costiera di Golfo Aranci, sono fioccate le sanzioni e l’ideatore si è giustificato dicendo che voleva divertirsi e far divertire. Nota dolente: nel conto finale, l’ancoraggio selvaggio in area protetta vale una cinquantina di euro. Il resto è inquinamento acustico. Alla natura conviene lamentarsi del rumore. Non è nemmeno una prima assoluta: nell’agosto 2020, sempre davanti a Mortorio, la Guardia costiera fermò un party da settanta persone con 18 sanzioni.

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