«Una pianta infestante sul lungomare»: la Lipu diffida il Comune
Continuano le polemiche sulla riqualificazione della passeggiata di Torregrande: «È una specie aliena invasiva che minaccia la biodiversità»
Oristano Soffoca la vegetazione autoctona, altera le caratteristiche del suolo e compromette la biodiversità degli ambienti costieri. Per questi motivi la Lipu chiede al Comune di Oristano di rimuovere il Carpobrotus, conosciuto anche come fico degli Ottentotti o unghia di strega, messo a dimora sul lungomare Eleonora d'Arborea, a Torregrande. L'associazione considera la presenza della pianta, originaria del Sudafrica, incompatibile con la tutela degli ecosistemi dunali e mediterranei e ha formalizzato la propria contestazione con una diffida indirizzata al sindaco, all'assessore all'Ambiente e agli uffici comunali del verde pubblico. Secondo la documentazione scientifica richiamata nella nota, il Carpobrotus è una specie aliena invasiva capace di svilupparsi formando estesi tappeti vegetali monospecifici, che entrano in competizione con la flora locale fino a ostacolarne la sopravvivenza. La sua diffusione può inoltre modificare le caratteristiche del terreno attraverso il rilascio di sostanze allelopatiche, riducendo la diversità floristica e impedendo la rigenerazione naturale degli habitat.
A sostegno della contestazione, la Lipu cita anche gli studi del professor Gianluigi Bacchetta sugli effetti di queste specie sulla vegetazione spontanea mediterranea. L'associazione evidenzia inoltre il paradosso di una scelta che, a suo giudizio, contrasta con gli interventi di tutela ambientale finanziati in Sardegna e in Europa proprio per contenere o eradicare il Carpobrotus. Tra i programmi citati figurano i progetti Life Seedforce e Life Res Maris. Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la vicinanza dell'area alla Zsc dello Stagno di Mistras, sito della rete europea Natura 2000. Nella diffida viene sollevata la questione della Valutazione di incidenza ambientale, procedura prevista per gli interventi che possono avere conseguenze sugli habitat e sulle specie protetti. La Lipu richiama le norme europee e nazionali, sottolineando che la verifica può essere necessaria anche per interventi realizzati fuori dal perimetro di un sito tutelato, quando possono produrre effetti sull'ambiente circostante.
La richiesta all'amministrazione è articolata in tre punti: rimuovere ed eradicare gli esemplari presenti nelle aree verdi e litoranee di competenza comunale, adottare un atto che vieti l'impiego di specie aliene invasive nei progetti di arredo urbano e riqualificazione del verde pubblico e promuovere la sostituzione con piante autoctone della macchia mediterranea e della flora dunale sarda. Tra le alternative indicate figurano elicriso, finocchio marino, violacciocca delle spiagge, artemisia, timo e rosmarino. La diffida, firmata dal delegato provinciale Gabriele Pinna, è stata inviata anche alla Regione, al Comune di Cabras, all'Area marina protetta Penisola del Sinis e al Corpo forestale. La Lipu chiede al Comune di Oristano una risposta scritta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, con l'indicazione delle misure che intende adottare.
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