Scoperto in Sardegna il gene dell’obesità

CAGLIARI. In Italia venti milioni di persone hanno problemi di peso. Di questi, quattro milioni sono obesi veri e il 27 per cento hanno problemi cardiovascolari. Essere grassi potrebbe essere anche bello per l’estetica ma non lo è certamente per la salute. Ed è una malattia, comportamentale ma con riflessi genetici, come hanno comprovato i ricercatori del progetto Progenia, un programma di studio sulla popolazione dell’Ogliastra iniziato nel 2001. In particolare sono stati individuati due geni, il Fto e il Pfkp, fortemente legati alle persone sovrappeso. «L’obesità è un fenomeno complesso condizionato da fattori ambientali, da abitudini alimentari e predisposizione genetiche», spiega Manuela Uda, ricercatrice dell’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia del Cnr di Cagliari (diretto da Antonio Cao) e direttrice scientifica italiana di Progenia. «I responsabili scientifici del progetto - precisa - sono due: uno è l’americano David Schlessinger».
 Progenia è l’unico progetto sardo e uno dei pochissimi nazionali interamente finanziato da un ente pubblico degli Stati Uniti, il Nia di Baltimora, l’omologo dell’Istituto della sanità italiano. Grazie all’autorevolezza scientifica dell’allievo di Cao, Giuseppe Pilia (scomparso due anni fa e ideatore di Progenia assieme a Schlessinger), il Nia ha stanziato diciasette milioni di dollari. Tra gli obiettivi anche quello di studiare l’invecchiamento della popolazione ogliastrina, visto che gli ultracentenari abbondano. «In Sardegna - ha precisato più volte Cao - la situazione di isolamento ha permesso il formarsi di una serie di caratteristiche genetiche ideali per lo studio del genoma».
 Che l’obesità avesse anche una componente ereditaria già si sapeva, ma non quali fossero i geni responsabili. Ora «grazie a una tecnica all’avanguardia, la Snip, si è riusciti ad analizzare il genoma in maniera globale. E verificare la presenza di variazioni di sequenze all’interno dei geni Fto e Pfkp correlate agli indici che indicano obesità come la massa corporea, la circonferenza dei fianchi e il peso». I risultati di questa ricerca sno stati pubblicati nella rivista Plos Gentics, una delle più autorevoli del settore.
 La popolazione della Sardegna e, in particolare, dell’Ogliastra ha caratteristiche, rispetto all’obesità, simili al resto d’Italia, «permettendo in tal modo la messa a punto di modelli esportabili». Questo tipo di ricerche, continua la responsabile scientifica Uda, «hanno potenziali molto importanti. Individuato il gene e la sua posizione all’interno del genoma, sarà possibile poter fare in tempi rapidi delle analisi per capire la predisposizione verso l’obesità e, successivamente, adottare delle diete mirate e individualizzate». L’obesità è, infatti, una patologia che deriva da molti fattori e «che richiede un approccio multiplo».
 Molti i risultati intriganti del progetto Progenia, tra questi l’aver sfatato il mito dei sardi ombrosi e chiusi di carattere. «Noi - continua Uda - abbiamo sottoposto a studio seimila volontari tra Ilbono, Elini, Arzana e Lanusei - spiega. Tra le altre cose abbiamo analizzato anche i tratti della personalità, sempre correlati alla presenza di determinati geni- E abbiamo riscontrato, anche dai test fatti, un carattere aperto e disponibile e ricco di emozioni positive».
 
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