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Berlusconi si riprende la «sua» isolaAnalisi del voto e eletti in Sardegna

Augusto Ditel
Berlusconi si riprende la «sua» isolaAnalisi del voto e eletti in Sardegna

Vittoria sul Pd con un distacco contenuto ma è un avviso per le regionali. Gallura determinante per il Pdl (a Porto Rotondo 75%). Débacle della Sinistra Arcobaleno, resistono Udc e Idv. Diciassette deputati anziché 18

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CAGLIARI. Silvio Berlusconi si è ripreso pure la Sardegna. L'aveva persa due anni fa, quando Renato Soru e i suoi non avevano attraversato neanche la metà del guado. L'ha riconquistata come fa un generale baldanzoso quanto sensibile alle grida di dolore del suo popolo (sardo) ferito. Tre punti e poco più al Senato, due alla Camera: non è un cappotto, ma la vittoria del Cavaliere è netta.

Il Pd ha resistito all'onda d'urto nazionale che dava per vincente l'accoppiata Berlusconi-Fini. Il Pd si può consolare solo per la ristrettezza della forbice, se la rapportiamo al dato nazionale che al Senato sfiora il 9% favore della destra. Ma è una magra consolazione perché è evidente che il voto espresso dall'elettorato sardo - nonostante Soru e Cabras non l'ammettano - contiene un giudizio sui quattro anni di governo regionale e può rappresentare un'ipoteca sulle elezioni del 2009, quando i sardi saranno chiamati a eleggere il governatore e a rinnovare l'assemblea legislativa.

Al Pd va concesso l'onore delle armi per aver recuperato uno svantaggio che solo pochi mesi fa sembrava incolmabile, ma i numeri scaturiti dalle urne debbono essere interpretati come avvisaglia verso le consultazioni del 2009. Berlusconi e i suoi gongolano anche per il risultato sardo e per ora non sembrano preoccupati della golden share rappresentata dai leghisti di Bossi, i veri trionfatori della competizione.

Il Cavaliere deve mandare un mazzo di fiori alla Gallura, provincia decisiva per il suo successo al Senato. Dati alla mano, il 51 per cento ottenuto dal Pdl nella provincia Olbia- Tempio (a Olbia la destra ha superato il 56%) ha ribaltato il risultato ottenuto dal Pd nelle altre sette province. Berlusconi ha vinto a Cagliari, Oristano e nel Sulcis (+21% rispetto al Pd); Veltroni ha prevalso a Nuoro, Sassari, Medio Campidano e Ogliastra (+35% rispetto al Pdl). Ebbene il vantaggio di quasi 14 punti a favore di Veltroni è stato annullato dalla percentuale bulgara della Gallura.

Il bipolarismo sardo ha schiacciato la Sinistra Arcobaleno, raggruppamento che non supera lo sbarramento (ha preso il 3%, contro il 12,6 del 2006) non piazza nessun parlamentare (due anni fa elesse due deputati e un senatore). Una debacle simile a quella nazionale, con Fausto Bertinotti che si è già congedato dalla politica attiva.

L'Unione di Centro si è difesa: senza raggiungere percentuali esaltanti, grazie soprattutto alla forza elettorale di Giorgio Oppi, e all'apporto di altri «centristi» dell'ultim'ora, l'Udc riesce a eleggere un deputato (Casini, che cederà il posto a Oppi, pronto però a dimettersi nel 2009 e a favorire l'elezione

 

di Sergio Milia). La stessa cosa accadrà per l'Idv che dovrebbe confermare Federico Palomba, dopo la rinuncia di Antonio Di Pietro.

Il resto è tabula rasa. Deludente il risultato dei sardisti che, anche per la presenza del consigliere regionale Paolo Maninchedda, sperava molto in un risultato migliore. Delusi anche i socialisti di Peppino Balia che attaccano frontalmente il Pd. Risultato irrilevante, infine, quello della Destra di Storace e la Santanché.

I seggi. Al Pdl vanno cinque senatori (Pisanu, Delogu, Massidda, Saltamartini e Sanciu) e nove deputati Berlusconi, Fini, Pili, Murgia, Cicu, Cossiga, Porcu, Testoni, Nizzi). A seguire, Barbareschi, Vella e Marras). Al Pd quattro senatori (Cabras, Scanu, Sbarbati e Sanna) e sei deputati (Parisi, Schirru, Fadda, Pes, Calvisi e Marrocu). A Montecitorio andranno anche un esponente dell'Idv e uno dell'Udc. Il mancato superamento dello sbarramento da parte della Sinistra Arcobaleno far. quasi certamente perdere un deputato alla Sardegna e la penalizzazione riguarderebbe proprio il Pdl.

L'attesa. Per tutto il pomeriggio, c'é stato un alternarsi di stati d'animo contrastanti tra Pd e Pdl Attorno alle 18, la vittoria della destra sembrava certissima. Poi, dati sono risultati più confortanti. Poco prima delle 20, la differenza tra i due blocchi pareva inferiore al punto percentuale. In effetti, dopo il 3,2% del Senato a favore del Pdl, il risultato della Camera è rimasto in forse fino alla fine: tra i due schieramenti c'è stato testa a testa, in molti scommettevano su un verdetto al fotofinish. Poi, anche alla Camera, seppur per meno di tre punti, Berlusconi ha avuto la meglio.

Le città
. Il Pd deve ringraziare Sassari se la sconfitta non è stata più cocente. La seconda città dell'isola ha premiato il Partito Democratico attestandosi oltre il 42,8% dei consensi che, sommati a quelli racimolati dall'Italia dei Valori (4,5 per cento) portano il partito di Veltroni a superare 47%, contro il 41,5 degli avversari. A Cagliari il Pdl ha preso il 44%, il Pd 41. A Nuoro 42,6 al Pd, 29 al Pdl. Olbia, invece, conferma di essere una roccaforte pressoché inespugnabile (oltreché decisiva) della destra: al Senato il Pdl supera il 56%, contro il 30 del Pd. In provincia il Pdl è al 51% (a Porto Rotondo, dove ha casa Berlusconi, il Pdl ha ottenuto il 75,7 per cento). E questo dato è determinante per la vittoria al Senato nell'isola. Un poco più sotto, Castelsardo il cui sindaco Franco Cuccureddu sorride per il 55% (il Pd ¿ al 30). Più ridotto il vantaggio del Pdl ad Alghero (due punti).

Il governatore. Renato Soru ha seguito le fasi dello spoglio in via Emilia, quartier generale del Pd, in compagnia del segretario Antonello Cabras. Dai numeri non si scappa e Soru, dopo aver confermato che non si dimetterà (l'aveva già annunciato nell'intervista alla «Nuova») ha ammesso la sconfitta, sottolineando però che in Sardegna è stata limitata. «Il Pdl - ha dichiarato Soru - ha svolto in Sardegna una campagna elettorale aggressiva contro di me. Ma da parte nostra c'è stata una tenuta forte, in Senato con un distacco del 3% contro l'8,6 del dato nazionale, mentre alla Camera, dove votano anche i più giovani, che si esprimeranno anche per le Regionali, c'è stato fino alla fine un testa a testa». Il governatore ha quindi ribadito che a queste elezioni non bisogna attribuire altri tri significati, «anche se la destra - ha sottolineato - le ha usate contro di me».

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