La Nuova Sardegna

Prostituzione, udienza vip a Tempio

Giampiero Cocco
Fabrizio Corona
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona, Riccardo Schicchi e Andrea Carboni sotto accusa per una serata del 2005 a Porto Rotondo: davanti al gup il 13 aprile

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 TEMPIO. L'appuntamento per Fabrizio Corona, Riccardo Schicchi, Andrea Carboni e Marco Bonato è stato fissato per il 13 aprile. La location sarà l'aula penale del palazzo di giustizia. Ad attenderli ci sarà il gup del tribunale, chiamato a discutere la richiesta di rinvio a giudizio per induzione e sfruttamento della prostituzione avanzata, contro i quattro, dal sostituto procuratore Elisa Calligaris.  La vallettopoli potentina sviscerata dal pm Henry Woodcock, avviata nell'estate del 2007, si era ben presto diramata in mezza Italia, isola compresa. Perché Porto Cervo, per il gruppone che organizzava "eventi" e altre forme di intrattenimento per manager e vip, era una delle località da non trascurare. «Quella organizzata in Sardegna era una festa privata, alla quale parteciparono i manager di una casa automobilistica e alcune ragazze immagine, nulla a che fare con la prostituzione». Questo quanto dichiarò Andrea "Marco" Carboni, pubblicitario finito nell'inchiesta del pm Henry Woodcock. A scegliere le ragazze nel suo vastissimo e disponibile "parterre" di dive e divette sarebbe stato Riccardo Schicchi, il manager-regista di Diva Futura che venne contattato nell'estate del 2005 da Fabrizio Corona per organizzare una serata al calor bianco in una delle ville di Porto Rotondo a disposizione di Carboni. Il quale, per quella commissione, avrebbe pagato la somma di 10mila euro. Andrea "Marco" Carboni, figlio dell'imprenditore di Torralba Flavio, è di casa, a Porto Rotondo. E non poteva essere altrimenti, trattandosi del figlio di colui che negli anni Settanta ha costruito la stragrande maggioranza delle mega ville di Punta Lada e Punta Volpe, e realizzato insediamenti turistici di pregio nella costa scoperta dai cugini veneziani Donà Dalle Rose. Per far arrivare le ragazze della scuderia di Riccardo Schicchi erano stati mobilitati taxi e aerei privati. Del volo Ciampino-Olbia (estate 2005) che aveva portato nell'isola i partecipanti alla "festa privata" rimase traccia nei registri dell'Enac, sul quale i funzionari annotano i nomi di tutti i passeggeri che transitano al Costa Smeralda. Vip e non, anche perchè c'è da rispettare la normativa antiterrorismo. Ma il gruppo si interessava di rifornire di champagne e stelline anche i vacanzieri che, a bordo degli yacht ancorati al largo di Porto Cervo o nella rada del Cala di Volpe, chiedevano carichi di «bionde e di brune». Una tranche di questa "bella vita" in Costa è racchiusa negli atti di Potenza, un resoconto di 700 pagine (tanto è lunga l'ordinanza di custodia cautelare) con cui il gip Alberto Iannuzzi accusò e fece finire in galera i protagonisti di «vallettopoli». Leggendo l'ordinanza si scoprì che quando non c'era, il gossip si inventava. Descritta anche la festicciola privata, con spogliarello integrale mozzafiato (le ragazze fanno parte della scuderia di Riccardo Schicchi) e gran finale... in bianco. Una conclusione che mandò in bestia gli organizzatori, che se ne lamentarono con Schicchi.  

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