Castelsardo, mummie nella cattedrale

La chiesa di Sant'Antonio

Scoperte durante lavori di restauro saranno presto analizzate

CASTELSARDO. Il 5 aprile nella cripta della cattedrale di Sant'Antonio Abate a Castelsardo si effettuerà un'importante ricognizione scientifica sui resti umani ritrovati durante i lavori di restauro, voluti dall'amministrazione comunale di Castelsardo e ancora in corso, diretti dall'architetto Gianni Gallus.

La ricognizione vede la collaborazione dell'università degli studi Sassari e dell'ufficio Beni culturali della diocesi di Tempio-Ampurias. L'equipe di ricercatori, coordinata da Salvatore Rubino, responsabile del Dipartimento di scienze biomediche dell'Università di Sassari, studia da tempo i patogeni responsabili di morte in epoca preistorica e storica (agenti responsabili di epidemie di peste, tifo, colera, influenza, etc.).

L'approccio scientifico utilizzato è prevalentemente quello del sequenziamento dell'intero Dna isolato da reperti umani antichi. Questo tipo di approccio innovativo dà l'opportunità di avere informazioni anche sul genoma degli individui studiati. La ricognizione, operativamente, prevede la rimozione dei resti mummificati dei due individui, che verrà diretta dall'archeologo Franco Campus responsabile scientifico del cantiere e il loro trasporto presso i laboratori di Paleoantropologia del dipartimento di Scienze biomediche dell'Università turritana, dove saranno prelevati dei campioni utili alle analisi.

Il buono stato di conservazione degli individui ritrovati nella cripta della cattedrale di Castelsardo fornisce agli studiosi impegnati un'eccellente opportunità per utilizzare moderne tecnologie biomediche al fine di identificare potenziali agenti infettivi di origine batterica o virale.

Il gruppo di ricerca si avvale della collaborazione di David Kelvin dell'Univesity Health Network di Toronto (Canada), direttore dell'International Center Infection Immunity della facoltà di Medicina della Shantau University China e di altri colleghi di università spagnole, britanniche e portoghesi.
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