Sguardi sul figlio dell'uomo

I tre protagonisti dell’evento

Grande commozione al concerto dedicato alla Passione

 NUORO. Si è svolto nella Cappella dell'Ospedale San Francesco, Apokriphos "Sguardi sul Figlio dell'Uomo", concerto-meditazione sulla Passione di Cristo con poesie, racconti e canto. La Passione di Cristo vista in chiave artistica e meditativa. Apokriphos significa "nascosti" dal greco, ad essere nascosti metaforicamente sono stati gli sguardi di alcuni personaggi. L'evento nasce dall'idea di portare il messaggio della Passione di Cristo visto attraverso gli sguardi di alcuni personaggi che vivono la Passione non da protagonisti ma da spettatori, vivendo in prima persona le loro emozioni. Patrocinato dall'Associazione Ananke Music'Art, di cui è Direttore Artistico Angelo Calledda, 30 anni, nuorese, il concerto ha suscitato nel pubblico presente emozione e soddisfazione. Un silenzio denso di rispetto e raccoglimento, che il periodo pasquale più di altri riesce a manifestare nei credenti. Personaggi come Simone di Cirene, la Madonna, Maria Maddalena sembrano vivere attraverso le voci recitanti di Geppo Coda e Francesca Floris, tutto il dramma di un innocente condannato alla crocifissione. Filo conduttore la musica, mai casuale, mai superflua, più che mai al posto giusto e con le parole giuste grazie al competente lavoro di Angelo Calledda: una grande voce, un talento artistico che si manifesta da anni attraverso lo studio personale, l'impegno nell'Oratorio della Chiesa delle Grazie, e fino a qualche mese fa nella Compagnia Teatrale "Sas Istellas". Il risultato è come sempre eccellente, emozionante, di quelli che inducono inevitabilmente a meditare, ad interrogarsi sul destino di un uomo ed alle conseguenze delle sue azioni. "Un percorso - ha dichiarato Angelo Calledda - perché effettivamente ci sono delle canzoni che vanno ad intersecarsi sul percorso che gira attorno alla Croce, però arriva alla Risurrezione. Infatti l'ultimo brano termina con un rumore assordante e con un canto degli angeli che è l'apertura della pietra del Sepolcro, quindi la Resurrezione". I testi sono una raccolta di brani recitati, poesie composte da Geppo Coda, e brani musicali tratti da varie fonti e abilmente assemblati da Angelo Calledda. "Le canzoni sono frutto di una ricerca che ho effettuato tra i vari musical d'ispirazione cristiana - prosegue Calledda - un'anteprima per l'intera Sardegna". La prima rappresentazione di Apokriphos risale a qualche settimana fa, nella Chiesa di Santa Croce sempre a Nuoro. "La scelta di rappresentare il concerto-meditazione nella Cappella dell'Ospedale - secondo il direttore artistico di Ananke - deriva dalla nostra convinzione che non c'è luogo migliore quando si parla di Calvario come il luogo della Risurrezione. Il Calvario è solo un passaggio, la Risurrezione è la meta finale".
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