Berlusconi e la Sardegna, la Certosa teatro del potere

Berlusconi ama definirsi sardo d’adozione e il buen retiro della Certosa è stato un palcoscenico del suo potere

PORTO ROTONDO. La prefazione, la storia e i titoli di coda dell'ascesa e tramonto del ventennio politico e dei sessant'anni da imprenditore, Silvio Berlusconi li scriverà, nei prossimi mesi, seduto sulla panchina della "collina degli Ulivi" di villa Certosa, il buen retiro gallurese dell'ex premier. Una residenza, quella portorotondina che - al pari di Villa San Martino di Arcore - ha segnato l'avvio, l'apice e la caduta del potentissimo ex premier italiano. La Certosa ha scandito, dagli anni Settanta ad oggi, le tappe e i successi dell'imprenditore e dell'uomo politico. Una residenza estiva trasformata in una sorta di "Camp David" italiana, con tanto di secretazione di Stato, frequentata negli anni da Premier e capi di Stato, ma anche da escort, menestrelli e affaristi.

Dal "Monastero" alla "Certosa" Negli anni Settanta l'imprenditore di Torralba Flavio Carboni costruì una villa a Punta Lada, che chiamò "Il Monastero". La magione nei primi anni Ottanta venne acquistata dalla Edilnord dell'imprenditore Silvio Berlusconi, grazie all'interessamento di Romano Comincioli, compagno di scuola e socio in affari del Cavaliere e trait d'union con l'uomo d'affari di Torralba. Villa Certosa si trasformò nell'eremo preferito del Premier, che investì centinaia di miliardi di vecchie lire per allargarne i confini, che attualmente sono di oltre centoventi ettari.

L'imprenditore e il giudice antisequestri La Gallura degli anni Ottanta era ancora terreno di caccia dei sequestratori di persona, e il defunto giudice Luigi Lombardini ricevette, da uno dei suoi pentiti, la rivelazione: la famiglia Berlusconi «i milanesi del mattone», era entrata nel mirino dell'anonima sequestri. Il giudice, una sera dell'estate del 1986 andò a cena dal Cavaliere, a Villa Certosa. Venne ricevuto da uno stuolo di ragazze del "Drive In". All'epoca non era in vigore la legge sul pentitismo, e il giudice antisequestri confidava nell'amicizia tra l'allora premier Bettino Craxi e Silvio Berlusconi per accelerare il varo della normativa che estendeva l'incentivazione prevista per i reati di terrorismo anche ai sequestratori di persona. Gli Anni Novanta e l'Idra immobiliare Alla fine del 1989 le imprese di Silvio Berlusconi vengono suddivise per settori di interesse.

Gli immobili sono di proprietà della "Dolcedrago srl" e dell'"Idra Immobiliare", che possiede la Certosa. Che ha ceduto in locazione a Silvio Berlusconi l'intero compendio. In pratica il padrone paga l'affitto di casa, qualcosa come due milioni di euro l'anno. La svolta politica Alla fine del 1993, dopo la tempesta di Mani Pulite, Silvio Berlusconi, dopo un incontro alla Certosa con Fedele Confalonieri e Romano Comincioli, rientrò a Milano, fondò Forza Italia e dichiarò il suo interesse per la politica. Nella primavera 1994 diventò premier, sostenuto dalla Lega Nord di Umberto Bossi, che si presentò al Cavaliere indossando, a Porto Rotondo, la celebre canotta. Gli anni 2000: dalle grotte alle stelle Il premier è ormai lanciatissimo. Nel 2004 la procura di Tempio apre un'inchiesta sui presunti abusi edilizi alla Certosa, dalla grotta alle camere realizzate su una antica necropoli punico-romana.

La presidenza del Consiglio secretò l'intero compendio, gli architetti presentarono 13 richieste di condono, tutte approvate dal Comune di Olbia con il visto dell'allora dirigente dirigente dell'Ufficio di tutela del paesaggio di Sassari, Paolo Vella. Il quale entrò a far parte del parlamento italiano nelle file del Pdl. Il giudice Vincenzo Cristiano assolse Giuseppe Spinelli, amministrratore dell'Idra Immobiliare, da ogni capo d'accusa, e Berlusconi gridò, da Parigi: «Sono stato assolto da ogni abuso edilizio in Sardegna».
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