«No ai talent show, la musica merita ben altri riflettori»

Un palco pronto a ospitare un concerto musicale Sotto, Davide Guiso

Davide Guiso: Ricordi, il tuo primo cd... «Esatto... il titolo è stato scelto da un'amica, Claudia Giuseppetti. È un titolo azzeccato perché è un disco che racchiude brani che ho scritto tempo fa, a parte qualche eccezione». - Qual è l'eccezione?  «Come sole d'inverno, brano che ho composto per Francesca Lai e Proprio accanto a te». - Un esordio, anche se hai già un curriculum particolarmente ricco...  «Un esordio come "solista", proprio così. Ho avuto e ho la fortuna di collaborare con tanti artisti, un aspetto molto importante perché per me è un'occasione di continua crescita, sia artistica sia umana». - La musica sarà la tua professione?  «Sì, spero diventi la mia professione in futuro». - Pensi che ti possa dare tanto da camparci?  «Credo di sì, me lo auguro, anche se probabilmente sarò costretto a lasciare Nuoro. Prima di tutto dovrò andare fuori per studiare, qui da noi purtroppo non esistono realtà economiche, parlo del mondo artistico, che ti possano dare una certa stabilità. Anche se l'insegnamento potrebbe essere la soluzione a questo tipo di problema». - Quando hai capito che la musica è la tua vita?  «L'ho capito fin da piccolo, ai miei dicevo sempre che da grande avrei voluto fare il musicista... Spero di riuscirci». - Finora sei rimasto dietro le quinte, a suonare per altri, adesso diventi un front-man?  «Ahahahah... esattamente. Non è il ruolo più importante, ma forse con qualche responsabilità in più!». - Che effetto fa sentire le proprie canzoni, magari alla radio?  «È bellissimo, quasi magico. La radio ha sempre un potere incredibile per la diffusione delle canzoni». - Canti in italiano come un cantante qualsiasi nato e cresciuto a Milano o a Roma. Ma Nuoro è come Milano o Roma?  «Per certi versi potrei considerarla un po' Milano o Roma, con tutti i pro e i contro. L'ambiente musicale di Nuoro è bellissimo». - Quanto è importante cantare in limba?  «Cantare in limba è molto importante, è bellissimo valorizzare la nostra lingua perché fa parte della nostra cultura, delle nostre tradizioni. Ma soprattutto il sardo è una lingua molto musicale e melodica, che si adatta perfettamente al canto». - Come fai tu con Non potho reposare, un classico?  «È l'inno della Sardegna. Non potho reposare è per tutti i sardi come 'O sole mio tutti i napoletani». - Cosa racconti con le tue canzoni?  «Molte delle mie canzoni sono d'amore, altre descrivono l'uomo nei suoi rapporti con la società attuale, con tutti i problemi che ne derivano, i diversi atteggiamenti». - Dove sogni di arrivare?  «Al cuore di chi ascolta, e spero di farcela sempre. Il fine della musica è trasmettere emozioni, raccontare con le note ciò che le parole non riuscirebbero mai a fare... ». - E non sogni di arrivare a Sanremo?  «Sanremo? Eh sì, certo, mi piacerebbe un sacco!». - Ti piacerebbe partecipare a un talent show televisivo? tipo X-Factor?  «No, non lo farei mai». - Perché?  «No, non andrei mai a un talent show perché molte volte la musica passa in secondo piano rispetto a critiche, giudizi eccetera eccetera. Si è più interessati a fare show e sceneggiate». - Quanto è determinante l'ambizione?  «È molto importante, nel senso che se non credessimo in noi stessi non riusciremmo mai a convincere gli altri, vale un po' in tutte le cose». - Suoni di tutto: la chitarra, la batteria, il pianoforte, persino la tromba... ma qual è lo strumento che preferisci? E perché?  «Bella domanda! Direi... la chitarra, perché è lo strumento con cui riesco a esprimermi di più. Nel cd comunque ha collaborato la spettacolare Francesca Lai, cantante e musicista con un talento e una voce unica! Oltre a cantare il suo inedito Come sole d'inverno, ha arrangiato e inciso tutti i cori e le parti di violino, regalandomi anche un testo, Proprio accanto a te. Diciamo che alcuni brani prima in bianco e nero lei li ha resi a colori!». - Suoni e canti. La voce è uno strumento musicale?  «Sì, è lo strumento musicale per eccellenza, perché nasce da dentro, è lo strumento musicale più fisico che esiste al mondo da che mondo è mondo». - Ma tu preferisci cantare o suonare?  «Tutte e due le cose, entrambe allo stesso modo. Forse riuscirei a suonare senza cantare, ma non riuscirei certamente a cantare senza suonare, così mi sentirei incompleto». - Musica leggera: sempre le solite canzoncine sdolcinate...  «Capita nella musica leggera, il problema è che si tende a standardizzare troppo strutture e arrangiamenti dei brani. La fantasia ci vuole sempre... ». - Perché la musica classica attira di meno i giovani rispetto alla leggera, al rock, alla disco... ?  «È una domanda che mi sono sempre posto. La musica classica non attira i giovani, quelli che non suonano, che ascoltano semplicemente musica. Per un musicista, invece, è indispensabile ascoltare e suonare tutto». - Anche il jazz è poco gettonato...  «Eh sì, il jazz attira ancora meno i giovani... ». - Quali sono i tuoi cantanti preferiti?  «È difficile fare una scelta perché ascolto tantissima musica. Ascolto molto i cantanti country pop americani». - Un nome...  «Keith Urban».  La canzone che preferisci su tutte? E perché?  «Adoro tutte le canzoni del cd, sono molto soddisfatto. Alla fine per noi che scriviamo consideriamo i brani tutti uguali perché sono come dei figli... (risata)! Comunque se devo scegliere, scelgo Proprio accanto a te, è molto radiofonica e con un testo stupendo e solare». - E degli altri cantanti, qual è la canzone che preferisci?  «La prima che mi viene in mente che sto ascoltando ora... Quisiera Ser di Alejandro Sanz». - Una canzone che rappresenta l'Italia di oggi?  «Io non mi sento italiano di Giorgio Gaber, è sempre così attuale». - Che cos'è la musica?  «La musica è emozione, comunicazione, è un mezzo straordinariamente potente che arriva dritto dritto nel cuore di tutti senza alcun ostacolo».

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