Partono le ruspe, sospese le demolizioni a Tertenia

Dopo le dure proteste sono ripartiti ieri da Arbatax su una nave della Tirrenia tutti i mezzi che sarebbero dovuti servire per abbattere le case abusive

ARBATAX. La felicità per la sospensione delle annunciate demolizioni nella marina di Sarrala, a Tertenia, è nello sguardo intenso delle ragazze e delle donne del paese, giunte nel porto di Arbatax. Ieri mattina, le sorelle Silvia e Annalisa Corda (28 e 30 anni), Lorena Conchedda, di 31, Milena Loi, 36, e altre terteniesi, hanno percorso 42 chilometri, per giungere fino al molo di levante ad Arbatax, dove hanno atteso oltre quattro ore per assicurarsi che i mezzi della “Tecnic. Tecnologie srl”, venissero imbarcati sulla nave Bithia (attraccata alle 12,37 e ripartita alle 14,01) per Olbia-Genova. La decina di attiviste antiruspe – diverse delle quali con una casa abusiva e sentenza passata in giudicato – ha atteso fino alle 14,04, quando la nave traghetto Cin Tirrenia è uscita dalle acque portuali e ha posto la prua verso nord, per puntare sullo scalo gallurese, tappa intermedia della corsa per il capoluogo ligure. Da lì, i sei operai con l’articolato e le due motrici, con i tre escavatori, le torri-faro e i potenti gruppi elettrogeni, proseguiranno per la sede della “Tecnic. Tecnologie srl”, che si trova a Monticello d’Alba (Cuneo).Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Ma pare di capire che si possa trattare di una tregua di 35-40 giorni per evitare che in questa campagna elettorale per le politiche qualcuno possa strumentalizzare l’utilizzo degli escavatori. Ma sulla tregua potrebbe avere inciso anche la determinazione degli abusivi e della popolazione terteniese, che per ben due giorni consecutivi ha bloccato l’arrivo dei mezzi meccanici diretti a Sarrala.

Gli operai della società utilizzata dalla Procura per le demolizioni hanno fatto i biglietti per la partenza, con i loro mezzi, nell’agenzia Tirrenia di Arbatax solo ieri mattina alle ore 9,10. Per prudenza, oppure perché hanno avuto il “via libera” al rientro a casa solo nella serata di venerdì? Fatto sta che grazie alla loro fitta rete di “vedette” e informatori in tutta l’Ogliastra costiera, una decina di donne sempre presenti nel presidio antiruspe nella località Migheli, lungo la strada per la marina di Sarrala, a Tertenia, già dalle 9,30 erano in porto ad Arbatax. E quando sono passati gli operai della “Tecnic. Tecnologie srl” li hanno salutati. Augurando loro di stare, per molto tempo, a operare nel nord dell’Italia.

«Per ora – dice Milena Loi, 36 anni, con casa abusiva nella “black list” della Procura, un marito disoccupato come lei e due figli – la mia casa è salva. Spero che le ruspe non tornino qui in Ogliastra. Per qualche tempo potremo dormire tranquilli». Le donne terteniesi si sono fermate all’imboccatura del molo riservato alle imbarcazioni militari e hanno visto, alle 13,01, i mezzi della società che si imbarcavano nella Bithia. Lorena Conchedda, 31 anni, sottolinea: «La nostra abitazione è a 299 metri dal mare. È fra quelle che vorrebbero abbattere. Ma non ci riusciranno, perché è tutta Tertenia a opporsi. Siamo contentissime perché gli escavatori vanno via. Noi però proseguiremo con le nostre iniziative, presidiando anche il Comune, perché vogliamo che venga dato subito l’incarico per il Puc. Ai politici e ai consiglieri regionali, ricordo che devono mantenere quanto promisero nella corso della manifestazione che tenemmo a Cagliari il 12 novembre 2012».

Contente anche le sorelle Sivia e Annalisa Corda: «Questa tregua, che ci auguriamo sia definitiva, servirà a rassenerare la situazione. Sperando che gli escavatori non tornino più. Ma noi siamo tutte pronte a riprendere la mobilitazione quotidiana per difendere le nostre case».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes