Nuovi presidenti al Banco di Sardegna

Cambio della guardia a Sassari: in arrivo Antonello Cabras alla Fondazione mentre Arru guiderà la Spa del gruppo

CAGLIARI. Tra banca e imprese sarde ormai si applica l'arte del rattoppo. Le aziende sono sempre più sfiduciate, il sistema bancario vede crescere le sofferenze e spesso mantiene l'attivo solo grazie al trading finanziario. Un periodo tormentato con le imprese che invocano più dialogo ma al massimo riescono a "rattoppare" i propri conti, allarmate dalle condizioni di finanziamento e dal mancato pagamento dei propri crediti con la pubblica amministrazione. Che cosa accade?

«Le imprese sarde hanno dovuto fare i conti con l’inasprimento delle condizioni del mercato del credito», afferma Francesco Porcu, segretario regionale della Cna, «c’è stata una progressiva riduzione del volume dei prestiti». Ma l’elemento più grave è che la contrazione dei crediti - incominciata per le piccole imprese alla fine del 2008 - si è estesa alle imprese di maggiori dimensioni. «A questo si deve aggiungere l’alto tasso d’interesse», afferma Francesco Lippi, presidente della Confapi, «sui prestiti ma anche sui mutui non agevolati per l’acquisto di case». Difficoltà che sono riconosciute dalla stessa Banca d’Italia: «In tutte le aree territoriali, per le imprese che hanno segnalato maggiori vincoli nell’accesso al credito, le tensioni si sono tradotte in un aumento dei tassi di interesse e dei costi accessori, tra cui commissioni e spese di gestione», si legge nel Report sulle economie regionali elaborato dalla Banca d’Italia. Di cosa si lamentano le imprese? Secondo il sondaggio congiunturale per il Report di Bankitalia, i principali ostacoli, segnalati da più di 80 aziende su cento, sono i livelli dei tassi di interesse e i costi accessori; 68 imprese su cento hanno denunciato, infine, la difficoltà ad avere nuovi finanziamenti.

Tutti temi che ripropongono la questione, sempre rovente, del credito in Sardegna. Un mercato anomalo, perché quasi del tutto privo di banche cooperative, (ad eccezione della Banca di Cagliari, uscita da un commissariamento e della Banca di Arborea). Il 70 per cento degli sportelli nell’isola è controllato da due gruppi: Banco di Sardegna che fa capo alla Bper, e Banca di credito sardo (Intesa Sanpaolo).

La Bper, il gruppo che ha in portafoglio Banco di Sardegna e Banca di Sassari, si appresta ad applicare il piano industriale che prevede, tra l’altro l’uscita di alcune centinaia di dipendenti. E per il Banco la primavera porterà grandi novità con la nomina dei nuovi vertici: i nomi più accreditati sono quelli di Antonello Cabras, ex senatore pd, per la presidenza della Fondazione mentre Antonello Arru, attuale presidente della Fondazione passerebbe alla presidenza dell’azienda bancaria. La Fondazione detiene il 49% del capitale della banca e, secondo i patti parasociali, non potrà scendere al di sotto del venti per cento della partecipazione al capitale.

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