Ubriaco sale sull’aereo: arrestato

Volo Easyjet per Milano, colombiano supera i controlli e aggredisce una hostess e due poliziotti

OLBIA. Aveva festeggiato per tutta la notte la fine delle vacanze con una abbondante bevuta i cui postumi, ieri mattina, erano ancora evidenti. Tanto da dare in escandescenze una volta a bordo dell’aereo della Easyjet in partenza da Olbia per Milano, dove il giovane ubriaco si è scagliato contro la hostess che lo invitava a scendere, aggredendo anche due poliziotti mentre dentro il velivolo si scatenava il panico. Il risultato, per A.H., un trentenne di origini colombiane residente a Milano, è stato quello di allungare, controvoglia, le vacanze nell’isola essendo finito in una delle celle di sicurezza della polizia di frontiera, all’aeroporto Olbia Costa Smeralda.

A.H. questa mattina comparirà davanti al gip del tribunale di Tempio per rispondere di ubriachezza molesta, ingiurie e aggressione ad una hostess oltre alle lesioni e alla resistenza opposta ai due agenti della polizia di Stato che lo volevano arrestare. L’episodio che ha visto come protagonista il colombiano (che ha precedenti per droga) ha preso avvio quanto gli altoparlanti dell’aeroporto Costa Smeralda hanno annunciato, poco dopo le 7 e 30 di ieri mattina, la partenza del volo Easyjet per Milano. L’imbarco dei passeggeri era quasi completato quando, al portellone d’accesso si è presentato, barcollante, il colombiano. Una delle hostess lo ha invitato a prendere posto ma il sudamericano ha avuto più di un problema per mettere a fuoco i numeri stampigliati sulla carta d’imbarco, da qui la decisione del capocabina – un algido steward inglese – di chiedere all’uomo di lasciare l’aeromobile perché il suo stato psicofisico non era compatibile con il volo, così come prevede la normativa internazionale. La bagarre è scoppiata in un attimo, mentre a bordo mamme e papà con bimbi al seguito cominciavano a preoccuparsi per la piega che stava prendendo il caso.

Dopo un furibondo litigio l’uomo decideva di abbandonare l’aereo, ritornando sui suoi passi e ripercorrendo a ritroso il tunnel verso l’aerostazione. Ma a metà strada ha cambiato idea e ha deciso di rientrare sul jet, che nel frattempo stava già scaldando i motori. Intanto erano arrivati sul posto due agenti della polizia di frontiera. Hanno cercato di calmare il colombiano, sempre più nervoso e manesco, tanto che aveva cominciato a scalciare e tirare di boxe. Le maniere, a quel punto, sono diventate più forti e gli agenti hanno immobilizzato a terra l’ubriaco infilandogli ai polsi un paio di manette, lo hanno trascinato fuori dall’aereo e portato dentro l’aeroporto.

Resta da chiarire come abbia fatto il colombiano a superare indenne e senza destare alcun sospetto il doppio sbarramento di sicurezza, quello dei varchi elettronici e l’ingresso alla passerella che porta all’aereo.

Ma tant’è, pare che il giovane abbia superato i controlli con tutta tranquillità, manifestando l’esuberanza alcolica soltanto una volta messo piede sull’aereo inglese.

«Le norme di sicurezza prevedono lo sbarco del passeggero una volta constatato che le sue condizioni psicofisiche possono creare problemi durante il volo», ha spiegato ieri il dirigente della polizia di frontiera aeroportuale, il vice questore Giovanni Lo Presto. «I miei uomini hanno cercato di riportare quell’uomo alla ragione, ma quando ha cominciato a menare pugni e calci è stato necessario intervenire con decisione, anche perché lo spazio all’interno dell’aereo è limitato e c’era il concreto pericolo che altri passeggeri restassero coinvolti nel tafferuglio». Il colombiano, al quale i medici dell’aeroporto hanno effettuato l’alcoltest e il prelievo del sangue, è stato perquisito, così come il suo bagaglio e l’abitazione di Milano, dove sono andati i colleghi di una “volante”: dall’identificazione è saltato fuori che aveva precedenti per detenzione e spaccio di droga.

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