Scogli e bufere, quanti incidenti nello stretto
Il pericolo di quelle acque lo segnalava, nel I° secolo dopo Cristo, Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”, indicandole come Taphros (fossa) per le navi. Le Bocche di Bonifacio nel 1855...
Il pericolo di quelle acque lo segnalava, nel I° secolo dopo Cristo, Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”, indicandole come Taphros (fossa) per le navi. Le Bocche di Bonifacio nel 1855 furono la tomba di 700 tra soldati e marinai imbarcati sulla fregata francese “Sèmillante”, nave che naufragò, nel mare in tempesta, schiantandosi sugli scogli di Lavezzi, versante corso dello stretto. Nel febbraio 1981 un cargo che batteva bandiera panamense inseguito, lungo tutto il Tirreno, delle navi della nostra marina militare venne affondato tra gli isolotti del Toro e della Pecora, sul versante Tirrenico delle Bocche. Il suo dichiarato carico di “granaglie” poteva inquinare quei fondali, ma le autorità francesi non disposero mai alcun controllo. Nel capodanno del 1993 il traghetto francese “Monte Stello” (foto), con a bordo 70 persone tra equipaggio e passeggeri, si schiantò contro gli scogli di Barrettini. Tutti in salvo, compreso un cane lupo rimasto intrappolato nelle stive. (g.p.c.)
