La Nuova Sardegna

Una piazza per Giuni Russo E il Papa scrive alla compagna

di Walter Porcedda

Alghero rende omaggio alla cantante, un legame forte con la città catalana Una missiva di Bergoglio è arrivata pochi giorni fa a Maria Antonietta Sisini

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ALGHERO. Giuni, grande e incomparabile Giuni Russo. Cantante dalla voce meravigliosa, in grado di trasmettere emozioni intense e indimenticabile artista a tutto tondo, innamorata della Sardegna. Giuni di Sicilia proprio qui aveva trovato la sua seconda casa, la terra d’adozione. Ad Alghero città perla mediterranea che l’aveva stregata. E che oggi ricambia quell’affetto e quell’amore dedicandole una nuova piazza sul colle del Balaguer, così come da tempo chiedevano e sollecitavano fans e cittadini. Ed è proprio singolare e giusta la scelta del luogo da parte della commissione toponomastica del comune catalano che vede proprio nel mare la linea blu che idealmente collega le sponde tra Alghero e la sua terra natià. Riconoscimento di un legame costruito negli anni e siglato dal motivo “Alghero”, pubblicato nel 1986 e diventato in breve tempo un successo discografico importante, in grado di regalare una pubblicità strepitosa alla città. Un brano anche e soprattutto importante all’interno della storia artistica di questa cantante spentasi anzitempo nove anni fa. Segna infatti l’abbandono da parte dell’artista e di Maria Antonietta Sisinni, compagna, musicista e coautrice con la Russo di molte canzoni, della etichetta Cgd (allora una Big) e l’avvio di una carriera caparbiamente e ostinatamente libera e senza imposizioni. Perchè Giuni Russo era così. Poetessa dell’anima e coraggiosa. Pronta a difendere le sue idee e i suoi sogni. Cantante fantastica, che amava sperimentare anche in modo ardito, belcanto lirico e pop, canzone d’autore di ispirazione mediterranea e cabaret, collaborando alla pari con artisti (e amici) come Franco Battiato. Proprio il musicista siciliano curò gli arrangiamenti della bellissima “Morirò d’amore” con la quale Giuni Russo si presentò dopo tanti anni d’assenza sul palcoscenico del teatro Ariston nel 2003 regalando una esibizione da leggenda (e sfiorando per pochi voti la vittoria del premio della critica mentre si collocò al settimo posto nella graduatoria finale del festival). Un’artista davvero speciale. Unica come si intitola l’album appena uscito questi giorni distribuito dalla Edel e che raccoglie i brani di un decennio. Dall’esordio al festival di Sanremo a quelli con i testi scritti da Cristiano Malgioglio e dove si registra la svolta artistica della cantante che in “Chiave” e i “Che mi succede adesso” farà ascoltare i primi versi dei gabbiani. Accanto a questi i pezzi “Soli noi”, “Mai”, “In trappola”, “No amore”, “Amerai”, “L’onda”, “Lui e lei” e le cover di “Would you believe”(“Lui nell’anima”), “I say a little prayer” (“I primi minuti”) e “Smoke gets in your eyes” (“Fumo negli occhi”).

Ma c’è un’altra straordinaria notizia da segnalare. Tempo fa, Maria Antonietta Sisini volle idealmente “presentare” Giuni Russo e la sua ricerca spirituale a Papa Francesco. Per questo motivo gli inviò il bellissimo libro scritto assieme a Bianca Pitzorno “Giuni Russo. Un’estate al mare al Carmelo” e un cd antologico.

Grande e commovente la sorpresa qualche settimana fa, ad appena due giorni dal compleanno di Giuni Russo, di ricevere una lettera scritta di pugno proprio da Papa Francesco che proprio con gesti così semplici e di grande umanità continua a stupire. Lettera che la Sisini tiene gelosamente segreta. Ma dice: «Mai Giuni nella sua vita ha avuto per il compleanno un dono più bello»

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