Lo spot per Olbia di Elisabetta Canalis

La showgirl: «Ho chiamato il sindaco, raccoglierò fondi per chi ha perso tutto» - SPECIALE ALLUVIONE - VIDEO

OLBIA. Attori, cantanti, calciatori, in tanti hanno twittato la loro solidarietà alla Sardegna devastata dal fango. Elisabetta Canalis è andata oltre. Anche lei sui social network ha gridato la rabbia per la sua terra distrutta dalla furia di Cleopatra, ma nel frattempo ha preso contatti con il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e realizzato uno spot per dare un aiuto concreto alla ricostruzione. «Mi è sembrato il minimo – racconta la showgirl sassarese –. Sono sarda e quelle immagini non sembravano appartenere alla realtà della nostra isola tanto erano devastanti: la furia dell'acqua come nei paesi tropicali, vecchietti che hanno perso tutto, la voce spezzata dalle lacrime di chi raccontava, da un letto d'ospedale, come aveva visto la gente morire. Ho provato molta rabbia nel pensare che si potevano salvare delle vite se le case e le infrastrutture avessero resistito. Questo mi ha spinto a mettermi in contatto con il sindaco. L’ho cercato io, in quelle lunghe giornate lui era super impegnato, ma ha trovato il tempo per ascoltarmi. È stato un grande».

Dalla chiacchierata con Giovannelli è nata l’idea di uno spot in cui la Canalis chiama gli italiani: «la Sardegna è patrimonio di tutti, non solo la mia terra», ripete sempre l’ex-velina – invitando a fare una donazione per Olbia e gli altri comuni colpiti dalla terribile alluvione. «Ho cercato di aiutare almeno un minimo, ma c’è tanto che ancora si può e si deve fare. Quando la macchina dei media si spegnerà dovranno essere quelli che come me hanno visibilità a richiamare l'attenzione sull'emergenza. Servono fondi per far rientrare nelle scuole gli studenti visto che molte strutture sono inagibili, servono mobili ed elettrodomestici per rendere abitabili le case di chi ha perso tutto. Non dobbiamo pensare che finita l'alluvione tutto sia tornato uguale a prima». La Canalis, che il 16 dicembre tornerà in tv su Italia 1 con “Zelig One”, non esclude nelle prossime settimane di visitare le zone devastate dall’alluvione. «Mi sarebbe piaciuto farlo da subito ma non sapevo se la mia presenza potesse essere di intralcio dopo la tragedia. Mi piacerebbe ascoltare le testimonianze di chi ha assistito a questo disastro per non dimenticare le persone che hanno perso la vita. Io sono e sarò sempre a disposizione della mia terra e se posso essere utile andando nelle zone colpite mi precipito immediatamente, ma, ripeto, bisogna ancora contribuire con versamenti al Comune e alle associazioni per permettere alla gente di tornare alla normalità».

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