Trivellazioni da Oristano all’Asinara alla ricerca di idrocarburi

Una società specializzata pronta a scandagliare un’area di 21 mila chilometri nel mare dell’isola

CARTA

ORISTANO. Per ora si parla solo di “istanza di permesso di prospezione”. Il primo passo verso la ricerca e, eventualmente, verso la perforazione e l’estrazione di idrocarburi. È ancora una volta il mare di fronte alle coste sarde l’oggetto del desiderio delle compagnie petrolifere. Sul numero di febbraio del bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse, pubblicato mensilmente dalla Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche che fa campo al ministero per Sviluppo economico, è comparsa infatti la richiesta avanzata dalla Schlumberger Italiana spa. L’area interessata è di quasi 21mila chilometri quadrati, tra il Mare di Sardegna e il mare Balearico. Prendendo come riferimento le coordinate pubblicate sul bollettino, viene fuori un rettangolo con la parte superiore frastagliata e irregolare e che, sul lato orientale, si trova proprio di fronte alla costa sarda, dall’Asinara sino alla costa Oristanese, dalle parti di Capo Mannu.


La sigla del permesso richiesto è: “d1E.P-.SC”. L’istanza è stata presentata dalla diramazione italiana della Schlumberger Oilfield Services. Non una vera e propria compagnia petrolifera, quanto piuttosto «la più grande compagnia al mondo di servizi alle società petrolifere, leader nella fornitura di servizi tecnologici e soluzioni all’industria petrolifera mondiale», come si legge nel sito di Assomineraria, il settore della Confindustria che si occupa di ricerche petrolifere o energetiche in genere e minerarie.


Il piatto delle ricerche di idrocarburi nel Mediterraneo sembra appetibile, anche se al momento non si sa bene quanto possa essere ricco. Nel tratto di mare tra la l’Italia e la Spagna è tutto un fiorire richieste per permessi di prospezione e ricerca. Nelle isole Baleari si formando un combattivo movimento d’opinione che punta a contrastare le numerose iniziative delle compagnie petrolifere. Partendo, appunto dall’imposizione di un limite alle prospezioni marine, che utilizzano sistemi ritenuti, dalle associazioni ambientaliste, invasivi e dannosi per l’ecosistema.


Le ricerche petrolifere nel golfo di Valencia e nel tratto di mare intorno alle isole Baleari per ora non sono arrivate al livello di trivellazioni off shore, ma sono ferme a quello delle esplorazioni sismiche. Metodologie che provocano delle esplosioni sottomarine e che servono a valutare, attraverso le rilevazioni fatte dagli strumenti, la “risposta” data dal sottosuolo. Sono al momento quattro le ricerche autorizzate: quella della compagnia scozzese Cairn Energy, una della britannica Spectrum Geo Limited, poi quella della norvegese Seabird Exploration e infine quella della spagnola Repsol Investigaciones Petrolíferas.


Ora anche il tratto di mare di fronte alla Sardegna diventa obiettivo delle compagnie. Nell’isola è forte l’opposizione al progetto “Eleonora d’Arborea” presentato dalla Saras per la ricerca di gas naturale nel territorio dlel’Oristanese.


Nel 2009 la mobilitazione popolare riuscì a bloccare il progetto per la realizzazione di un grande parco eolico proprio di fronte alla costa di Cuglieri e alla spiaggia di Is Arenas.
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