La Nuova Sardegna

In bikini per Tsipras, lo spot geniale della giornalista sarda

di Luca Rojch
In bikini per Tsipras, lo spot geniale della giornalista sarda

Verso le elezioni  europee, il post della sassarese Paola Bacchiddu scatena la polemica. Lei: «I nostri candidati sono stati ignorati»

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SASSARI. Per la causa ha messo anima e corpo. Il coraggio non le manca, le idee neanche, Paola Bacchiddu, giornalista sarda, sardissima, con una geniale predisposizione per la comunicazione, non ha avuto esitazione. Ha sfidato l’etichetta bollita della reclame politica. Via i santini e gli slogan freschissimi come “vota e fai votare”. Ha spiazzato tutti con un post su facebook. Una sua foto felice, gioiosa, naturale. Come una fucilata alla vacca sacra della politica. La rivoluzione in uno scatto.

Bacchiddu, responsabile della comunicazione della lista Tsipras si è scontrata per settimane contro l’indifferenza dei media. Il leader greco ha l’appeal catodico di un canale fuori sintonizzazione. Ci ha pensato. Inutile inondare il web di lettere di protesta contro l’indifferenza della macchina comunicativa. Ha postato una foto. Bikini, la bellezza della gioventù, e uno slogan accattivante. "È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate l’altra Europa con Tsipras”. La sua dedizione alla causa della sinistra europea funziona. Anche troppo. Il voyeurismo dei colleghi ha fatto il resto. Abituati ad addetti stampa con la pancia e la barba i giornalisti hanno moltiplicato il messaggio. In un attimo diventato virale.

Quasi un boomerang per la giornalista freelance. Nata a Sassari, ma che da oltre 20 anni vive a Milano. «Sono sarda, sardissima, orgogliosamente sarda – dice –. Ogni anno torno nella mia isola appena posso, e ho casa a Santa Teresa». Anche la foto è stata scattata su una barca con degli amici a largo della costa di Santa Teresa. Paola Bacchiddu lavora da sempre nella penisola come giornalista. «Ho cambiato città undici volte, ma non ho mai nascosto la mia sardità». Vive a Milano da oltre 20 anni. Da piccola si era trasferita al nord per seguire il padre direttore di banca. Poi una carriera brillante da giornalista.

Ma forse neanche lei si aspettava che il suo gesto avesse un tale clamore mediatico. «Tutto è nato in modo giocoso, spontaneo – spiega –. Certo l’obiettivo era attirare l’attenzione dei media. In queste settimane i candidati della lista Tsipras sono stati ignorati. Ma neanche io mi aspettavo tanto clamore». E il suo gesto è stato nello stesso tempo efficace e rivoluzionario. Ha garantito visibilità alla lista del leader greco e ha messo a nudo quanto il sistema mediatico sia legato a immagini stereotipate. Il suo bikini diventa un’icona. Ma l’opinione pubblica si spacca. Viene attaccata sia da una parte del mondo femminista, sia da alcuni quotidiani di centrodestra. «Ci sono rimasta male – spiega –. Il mio gesto era ironico, quasi giocoso. Non offendevo nessuno. Non mi aspettavo che qualche femminista fraintendesse la mia iniziativa, né l’assalto pesante da parte di alcuni quotidiani di cui sono stata vittima». La giornalista ha dovuto subire anche l’attacco frontale, pesante, di alcuni colleghi che non le hanno risparmiato critiche feroci e paragoni figli di una mentalità maschilista.

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