Corsa al trono di “re Tore”
In 4 per succedere a Sanna, sindaco per 33 anni. I temi: ambiente, turismo e Puc
INVIATO A VILLASIMIUS. Il vero ostacolo nella corsa al municipio di Villasimius è la successione alla “monarchia costituzionale” di Tore Sanna, l’ultimo sindaco regnante dell’isola, lo Special One degli amministratori sardi. Lascia la guida del Comune dopo 33 anni che hanno trasformato Villasimius, da paese agropastorale, in una delle più importanti realtà turistiche della Sardegna. Chiunque vinca le elezioni di domenica 25 maggio, dovrà misurarsi con questa pesante eredità.
Per raccogliere il testimone occorrerà affrontare i nodi dell’ambiente, della tenuta dell’impresa turistica, provata dalla crisi, della mancanza di lavoro e del riordinamento urbanistico di un paese cresciuto troppo in fretta, nel tentativo di tenere il passo dello sviluppo, e con un Puc ancora da approvare.
Alla tornata elettorale si presentano 4 liste, per un totale di 48 candidati di fronte a 3.193 elettori.
«Non si può prescindere dall’esperienza storica di Tore Sanna. Il nuovo sindaco si dovrà confrontare, nel bene e nel male, con la sua eredità – riconosce Gianluca Dessì, candidato sindaco per la lista “Villasimius unita”, imprenditore quarantenne, per dieci anni presidente della squadra di calcio, già competitor del sindaco uscente alle scorse amministrative, battuto da Sanna sul filo di lana e del Tar, per sei voti – . Sanna lascia un paese cresciuto esponenzialmente dagli anni ’80 ad oggi e alcune opere importanti come l’area marina protetta, e al tempo stesso consegna un Puc ancora da varare e la necessità di completare i servizi per i cittadini e i turisti. Il nostro è un paese con tante speranze e la voglia di raggiungere gli standard degli altri centri turistici del Mediterraneo. L’obiettivo sul quale dobbiamo puntare e, inevitabilmente, l’allungamento della stagione turistica per creare occupazione. Le persone chiedono dignità attraverso il lavoro». Turismo e occupazione sono le due parole d’ordine su cui ruota la campagna elettorale.
«La partita si gioca sul lavoro – afferma Luciano Garau, ingegnere, 61 anni, candidato sindaco per la lista “Cittadini per l’alternativa”, per 5 anni consigliere di opposizione – Possiamo contare su un milione di presenze turistiche, a stagione, che producono una ricchezza stimabile in 100 milioni di euro: non è possibile che, con un giro di affari del genere, ci siano, nella nostra comunità, disoccupati in giro. La nostra è una monocultura del turismo monopolizzata da aziende non locali: lo stesso modello sviluppato in Africa».
Alla guida della lista “Villasimius diversa” si presenta Giuseppe Gagliardo, 50 anni, sottoufficiale dei carabinieri in pensione, assessore al Turismo per 5 anni: «Dobbiamo amministrare un paese turistico e Villasimius ha bisogno di una svolta. Bisogna approvare il Puc, varare misure in grado di garantire un allungamento della stagione turistica, occuparci della formazione professionale dei nostri ragazzi . Nel mio piccolo – garantisce – ho fatto quanto ho potuto, ora ho bisogno di un livello di responsabilità più alto per portare a termine il lavoro con la squadra di giovani che presentiamo. Bisogna fare una rivoluzione generale».
La quarta lista in gara, “Progresso e solidarietà” candida a sindaco Mario Caredda, 64 anni, ex dirigente di banca in pensione alla guida di una squadra con una forte componente del Pd che vede schierati anche il segretario cittadino Giorgio Portas e due membri del direttivo Pablito Cossu e Raffaele Fioni. «La nostra – dice – è una proposta di totale rinnovamento a cominciare dalla formazione di una lista di giovani che possa dialogare con la popolazione e affrontare i contraccolpi di una crisi che si è manifestata con meno presenza turistica e una contrazione dei posti di lavoro. Occorre sollecitare , da una parte, le grandi strutture del territorio perché riservino la maggior parte dei posti di lavoro alla gente del posto e, dall’altra , migliorare la qualità professionale dei nostri ragazzi, giocando la carta della formazione».
Da parte sua, Tore Sanna traccia un bilancio della sua lunghissima stagione di amministratore: «Lascio un paese che è la terza realtà turistica della Sardegna, che ha ottenuto riconoscimenti internazionali per l’area marina protetta, con un porto turistico considerato, per la sua bellezza, tra i primi 10 del mondo, un territorio con 60 complessi alberghieri con 8mila posti letto, nel 1978 erano sette, 250 esercizi commerciali in paese. Non ho potuto , purtroppo, concludere la battaglia contro l’Agenzia del Demanio che ci sta rubando il centro commerciale del porto che, invece, è sangue del nostro sangue. Nel turismo, un tempo la sfida si poteva vincere sulla quantità, ora si vince sulla qualità e la capacità di offrire servizi. Nel ’77 il cav. Bossi, di Salsomaggiore, proprietario del Tanka Village che portò a Villasimius l’industria del turismo , mi spiegò la sua filosofia imprenditoriale: “Una volta costruito l’albergo, il business è vendere la Coca Cola– disse». Ora è tempo di vendere le “Coca Cola”: è inutile avere strutture se non sei in grado di garantire servizi ai turisti». (ha collaborato Gian Carlo Bulla)
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